Conclusioni

e qualche approfondimento

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Qui l’elenco dei contenuti di questa pagina …

Un grazie alle sintesi promosse da “Armi e Tiro“
Ed un grazie ai video di Armi e Tiro (Vi invito a iscrivervi al loro canale YouTube , è anche questo un modo per sostenere l’informazione di qualità per le nostre passioni)

Come i vari elementi (polvere, palla, canna, ecc.) influiscono sulla ricarica

Supponiamo di trattare sempre il medesimo calibro.
E di fare riferimento ad una dose di una specifica polvere, come indicata nelle tabelle del produttore.
E sperando che vi siano anche le indicazioni su che profilo di palla e su che innesco e su che canna questa dose è stata sperimentata.
Ad esempio facendo riferimento alle tabelle Vihtavuori, come nella lunghissima tabella che qui a fianco allego (clicca sull’immagine per aprire l’immagine della lista completa, oppure clicca qui per la lista in formato pdf – devi avere un lettore pdf attivo), per i dati di ricarica del calibro 9×19/9×21, è specificato che tutti i dati delle varie polveri sono stati testati con:

  • canna da 4″ (100mm ca.)
  • con passo 10″ (ovvero una rigatura con rotazione completa ogni 25cm ca.)
  • innesco small pistol
  • bossolo Lapua rifilato a 19,0 mm

Poi seguono le combinazioni suddivise per:

  • peso palla (da 90 a 165 grains)
  • produttore della palla che è in test
  • tipologia (profilo e rivestimento; ad es. HP, RN, FMJ, ecc.) Bisogna vedere nel sito del produttore a cosa corrisponde la sigla, che come ho scritto nella pagina dedicata ai proiettili, ognuno usa sigle a volte in modo “personalizzato“
  • OAL (lunghezza totale della cartuccia finita, il che indica di conseguenza il livello di affondamento nel bossolo), che varia da 1,063 a 1,157 (da 27mm a 29,5mm)
  • e per ognuna di queste combinazioni sono indicate le dosi minime e massime (con le relative velocità di uscita prodotte) dei vari tipi di polvere “suggeriti” per quella combinazione (N310, N320, N330, N340, N350, 3N37, 3N38, N105).
    Per le caratteristiche di ogni polvere si dovrebbe far riferimento alle specifiche, che differenziano per composizione, densità energetica, peso specifico, progressività, ecc.

Perciò vengono fornite delle basi di partenza (tante!) per le varie combinazioni palla/polvere per quel calibro.
E da qui si possono poi (sempre se ne vale la pena) dedurre proprie variazioni.
Ad esempio, se uso una palla che non è in tabella, ma ha caratteristiche “simili” ad uno dei tipi elencati, posso iniziare da quella specifica combinazione e poi valutare se è il caso di variare (poco per volta!) le dosi.

Io ad esempio utilizzo molto armi con canne da 6″; il che equivale ad un aumento del 50% della lunghezza canna rispoetto alla canna di riferimento utilizzata per i dati di tabella (e per fortuna che in questo caso è specificata, da 4″. Pochi produttori specificano questi dati).

Ecco che, se ho ben compreso come lavorano tutti i componenti, posso dedurre le variazioni necessarie per ottimizzare la carica.
Nello specifico, per sfruttare meglio la spinta sulla canna più lunga, a parità di palla posso iniziare ad utilizzare le polveri più progressive come ad es. la N340, evitando di utilizzare le più veloci come N310 e N320.
In assenza di un cronografo, procedo con le prove (a piccoli passi!) e passo a valutare i risultati andando a provare ad es. 20 colpi con la dose minima, 20 con una dose media, e 20 con una dose massima (e qui mi fermo!).
Andando a vedere ogni volta se ho polvere incombusta, se ho un eccessivo riscaldamento, se ho uno scarrellamento brusco, o se ho difficoltà nel riciclo / riarmo.
E verificando se vi sono variazioni significative del comportamento (precisione, riarmo difficoltoso o invece brusco, fumosità, deformazione bossoli, deformazione innesco, …).

Ad es. con eccessiva fuoriuscita di polvere incombusta posso valutare un aumento della crimpatura, o un passaggio ad una polvere leggermente più veloce (ad es. dalla N340 alla N330), oppure potrei valutare un leggero affondamento del proiettile, ….

Con un riarmo brusco (con quasi un urto sul fine corsa), ammesso che non sia stata alleggerita eccessivamente la molla di riarmo, ecco che potrei pensare di utilizzare una polvere più progressiva; oppure diminuire leggermente la dose; o passare ad un’altra combinazione di peso palla, ecc.

Se avete ben compreso come influscono i vari elementi, potete dedurre una soluzione.
Ricordando sempre che stiamo “tirando” ad un foglio di carta o ad una sagoma; non stiamo andando a caccia di zombie !
(e poi a zombie ci si va con il cal. 12 !!!  😁 😂)
E ricordando anche che precisione non sempre va d’accordo con “cannonata” !

Ricordate:

  • peso palla:
    una palla più pesante richiede una polvere più progressiva (a combustione più lenta)
    una palla più pesante (a parità di tipo di polvere) richiede una dose inferiore di polvere
    e viceversa: 
    una palla più leggera richiede una polvere più veloce, meno progressiva (a combustione più rapida)
    una palla più leggera (a parità di tipo di polvere) richiede una dose leggermente superiore
  • profilo palla:
    una palla ramata o c.d. “blindata” richiede in genere una polvere più progressiva rispetto alla palla di pari peso e profilo ma in piombo.
    Se il profilo richiede un maggiore affondamento del proiettile nel bossolo (fate riferimento alla lunghezza finale, OAL o COL) diminuirà il volume iniziale e provocherà un aumento della pressione iniziale, da correggere con dosi inferiori o con polveri più progressive
    (vedi ad es. il caso dei profili c.d. Wad Cutter)
  • tipo rivestimento palla:
    tra palla in piombo e palla ramata o c.d. “blindata”, possono esserci differenze di pressione dovute alla maggiore duttilità del piombo “nudo”; come possono esserci leggere differenze dovute ai diversi diametri di trafilatura.
    Ma anche alcune palle (ad es. se monolitiche in rame) potrebbero essere più “lunghe” per compensare appunto diversi materiali o diversi profili (ad es. le c.d. “punta cava”); questo comporta che a parità di lunghezza finale la palla affonderà maggiormente nel bossolo.
  • affondo palla (OAL)
    se affondo maggiormente la palla nel bossolo, diminuirà il volume iniziale e provocherà un aumento della pressione iniziale, da correggere con tpo polvere o dose inferiore.
    Se confrontate le dosi ad es. del calibro 357 noterete come a quasi parità di peso palla (145-148gn) passo da 8,2-8,8gn (N340 per palla HP, OAL 1,575″) a 4,3-5,4gn (palla WC, OAL 1,370″)
  • crimpatura:
    una crimpatura molto “forte” può influire sulla combustione iniziale, favorendo l’accensione della polvere ma andando anche ad aumentare il picco di pressione iniziale
  • tipo polvere (forma):
    ovviamente cambiando tipo di polvere è sempre da ricalibrare il dosatore (per i dosatori volumetrici), facendo numerose prove (NON una sola pesata!).
    Dovreste capire bene che scarto vi è mediamente tra una erogazione e un’altra.
    Essendo dosatori volumetrici ci saranno sempre differenze di peso tra le erogazioni; ma è importante capire quanto sono ampie queste differenze (dovute ad es. alla scorrevolezza della specifica polvere scelta, o alla forma più o meno irregolare, o anche al tipo di dosatore – cilindretto, cassettino, disco, …)
  • densità energetica polvere (e/o potere calorifero):
    polveri ad altissima densità energetica possono richiedere ad es. caricamenti minimali; che in un bossolo “grande” possono portare ad una difficoltosa accensione della polvere
    (ad es. un lunghissimo bossolo 45/70 o un 45/90 che con le polveri odierne sarebbe caricato a meno di metà; e in posizione “orizzontale” presenta il foro di vampa quasi libero dalla polvere).
    Ecco che in questi casi molti tiratori usano un riempimento finale con una simil-borra in cartone, o in cotone, o in semolino, o …
  • progressività polvere:
    cambiando polvere, cercate di verificare che livello di progressività presenta; e valutate in rapporto alla vostra combinazione di palla (peso e tipo) / canna / innesco / dose
  • lunghezza canna:
    come detto, lunghezze sensibilmente diverse rispetto alla canna di test per il dosaggio suggerito, possono richiedere delle variazioni in dose e/o in tipologia di polvere
  • innesco:
    non si dovrebbero mai usare inneschi “non consigliati” per il dato calibro; ma per test (ragionati! pensati! motivati!) possono essere utilizzati ad es. inneschi magnum per favorire l’accensione con dosi minime o con polveri molto progressive
  • dosatore:
    Non tutte le polveri vanno d’accordo con tutti i dosatori. Come precedentemente scritto, la forma del grano (lamelle, sferette, tubolare, …) influisce sul riempimento del volume del dosatore. Soprattutto quando abbiamo piccole dosi (ad es. 3 o 4 grains) la percentuale di scarto potrebbe essere importante.
    Fate molte molte prove e cercate di capire quanto varia l’erogazione con una data polvere ed un dato dosatore.
  • bilancina:
    parliamo di pesatura di ogni singola dose, perciò evitando il classico dosatore volumetrico.
    Non è pensabile lavorare al decimo di grano (0,00648 grammi !!!); almeno non senza bilance di precisone da 1000€ in su (e con specifici pesi campione di ricalibratura).
    Anche pesando ogni singola carica, variazioni di 1-2 decimi di grano sono la normalità.
    Usando bilancine meccaniche in ordine, pulite, con perno in perfetto stato, e con pesi graduati più che perfetti (da verificare), è difficile ottenere scarti inferiori al decimo di grano (sono 6 milligrammi).
    Per chi lavora sulla precisione, a fini ad es. di tiro a lunga/lunghissima distanza, è indispensabile passare a bilance di precisione con relativi pesi calibrati.

Quanto crimpare?

Un mini riassunto di … “quanto crimpare una munizione per pistola”.
Sempre nel caso di ricarica domestica amtoriale, senza pretese.Come scritto in altre pagine, il livello di serraggio della palla, di crimp, è influenzato da vari fattori: calibro, peso palla, tipo palla, tipo e progressività polvere, stato del bossolo, ecc.
E proprio perchè “vario” e senza una regola valida sempre, la crimpatura è un passaggio cruciale, spesso frainteso, ed oggetto di discussioni animate.

I concetti chiave della crimpatura delle munizioni per arma corta:

  • La crimpatura è l’operazione finale nella ricarica e consiste nel modificare leggermente l’orlo del bossolo (colletto) per far si che la palla vi aderisca bene.
  • L’obiettivo principale è assicurare che la palla non si muova (o “scalzi” come a volte si dice) all’interno del bossolo durante il ciclo di alimentazione dell’arma semiautomatica, o sotto l’effetto del forte rinculo in alcuni revolver.
Per le munizioni da pistola (ad eccezione di alcuni calibri magnum), si utilizza quasi sempre un tipo specifico di crimpatura chiamato Taper Crimp (crimpatura leggermente conica, in appoggio, come abbiamo visto nelle pagine dedicate).
Il cosiddetto taper crimp non “piega” la bocca del bossolo sulla palla, ma la “stringe” conicamente, rimuovendo la leggera svasatura (o campana) creata in precedenza per inserire la palla, e riportando il diametro esterno della bocca del bossolo al suo valore nominale ( o appena leggermente inferiore ).
Lo scopo è ritenere la palla senza piegare l’ottone e, soprattutto, assicurare che la cartuccia finita abbia un diametro tale da camerare correttamente nella canna dell’arma.
Soprattutto nelle pistole semiautomatiche, si crimpa il minimo necessario per rimuovere la svasatura e per assicurare la palla.
Un buon punto di partenza è misurare il diametro esterno del bossolo finito: per un 9mm, ad esempio, l’ideale è un valore di circa 9,525-9,6 mm (0.375″-0.378″ a seconda del manuale di riferimento).
Il “quanto” crimpare non è una misura universale, ma dipende da un equilibrio di fattori, molti dei quali sono correlati alla ritenzione della palla (quanto saldamente la palla è tenuta dal bossolo).
E dipendono dall’utilizzo della munizione (se ad es. in una semiautomatica o se in un revolver).
Prendiamo ad esempio, il calibro 9mm, o il .45acp (comunque calibri leggermente conici per semiautomaitca): questi sono entrambi calibri per armi semiautomatiche (rimless o “senza orlo”).
Si ricorre ad un crimp di tipo “Taper”, che forza una leggera conicità della parte terminale del bossolo. Con l’obiettivo di assicurare la camerabilità e minimizzare lo scalzamento.
La funzione vitale del bordo del bossolo è quella di fare headspace (battuta) all’interno della camera di cartuccia.


Nel calibro .357 Magnum o nel .44 Magnum (calibri cilindrici per revoler, e particolarmente energici), si ricorre ad un crimp di tipo “Roll” (Arrotondato), che proprio ripiega il bordo del bossolo nella scanalatura della palla (cannelure) per resistere al forte rinculo.
E se non è presente una scanalatura, comunque il bordo viene risvoltato e pressato nella palla (che in genere è di piombo) per bloccarla saldamente.

Quanto influisce la palla ? (peso e tipo)
Iniziamo con il considerare i calibri per semiautomatica.
Se usiamo una palla rivestita (FMJ, placcata, ramata) la ritenzione è quasi interamente affidata alla tensione del colletto del bossolo (tensione creata dal ridimensionamento del colletto, grazie al I° die di ricalibratura).
Perciò è fondamentale un bossolo in buone condizioni e non troppo stressato, altrimenti il colletto sarà troppo debole o troppo rigido (non elastico, non utile a trattenere).
Il livello di crimp in questo caso è minimo, non influisce molto sul livello di ritenzione della palla.
Basterà un crimpaggio ( di tipo taper ) leggero, sufficiente per rifinire l’orlo che avevamo deformato per inserire la palla.
Se invece usiamo una palla in piombo nudo (Lead), dobbiamo considerare che in genere queste palle hanno un diametro leggermente superiore (oversized) a quelle rivestite; non sempre ma … spesso.
Ma soprattutto le palle in piombo nudo (molto malleabili) riescono a sfruttare bene la ritenzione meccanica della tensione del bossolo, e richiedono perciò un taper crimp ancora più leggero per non finire per deformare la palla stessa; evento che causerebbe una minore ritenzione e anche problemi di precisione.
Attenzione: ad es. nel calibro 9×21 (e 9×19)generalmente si usano palle da .355″ (blindate o ramate) o .356″ (piombo/lead).
Ed anche nel calibro .45acp generalmente si usano palle da .451″ (blindate/ramate) o .452″ (piombo/lead).
E’ importante verificare il diametro esterno della bocca del bossolo finito.

Ma anche il peso influisce!
Una palla più pesante è più inerte e, se l’arma è una semiautomatica, crea più forza inerziale durante il ciclo.
Potrebbe quindi essere necessaria una ritenzione del bossolo  un po’ più forte per prevenire lo scalzamento; e perchè in genere con palle di peso maggiore si utilizzano polveri più progressive; e miglioro la combustione se riesco a calibrare un leggero ritardo nel movimento della palla al mmento dell’accensione della polvere.
Ma questa ritenzione più “forte” dovrebbe essere in gran parte demandata al I° die di ricalibratura; ed il crimpaggio dovrebbe solo ripristinare i diametri originali dopo lo svaso.

E la polvere ?
In genere la pressione iniziale generata dalla polvere è un fattore molto importante che determinerà la completa combustione e la precisione.
Una crimpatura insufficiente può portare a pressioni leggermente più basse e a una combustione meno efficiente.
Ciò perchè la palla sarà “libera” di muoversi prima, subito come inizia la combustione, facendo diminuire velocemente la pressione iniziale.
D’altro canto una crimpatura eccessiva (ad esempio nel caso di “roll crimp”) può ritardare troppo l’uscita della palla, aumentando le pressioni oltre il limite di sicurezza.

Incide anche il bossolo?
Si!
Nei bossoli usati molte volte, l’ottone si “stanca” e si indurisce. Perciò perde le (già deboli) caratteristiche elastiche.
Bossoli molto usati potrebbero non offrire la stessa tensione uniforme di quelli nuovi o appena ricotti (si usa la ricottura per rigenerare – in parte – le caratteristiche elastiche dell’ottone).
Una scarsa elasticità o eccessiva rigidità rende l’operazione di crimpatura (o meglio, anche la fase di sizing/calibratura) meno efficace nella ritenzione.

La stessa lunghezza del bossolo incide: un bossolo troppo lungo entrerà “di più” nella matrice di crimpaggio, e ciò causerà un crimp elevato (o eccessivo); chiaramente un bossolo più corto non verrà interessato dall’anello di crimpaggio e il crimp potrebbe essere insufficiente.
Diciamo che specialmente con crimpaggi di tipo “Roll”  converrebbe avere lunghezze dei bossoli abbastanza uniformi.

Problema principale: l’eccesso di crimpatura (Taper Crimp).
Per la maggior parte delle munizioni per semiautomatiche, l’errore più comune è crimpare troppo.
Ciò provoca:

  1. Indebolimento dell’ottone: un crimp eccessivo comprime l’ottone in modo innaturale, riducendo la vita del bossolo, diminuendo le caratteristiche elastiche, e potenzialmente causando rotture.
  2. Perdita di tensione: contrariamente a quanto si pensa, un crimp troppo forte può superare il limite elastico dell’ottone, facendogli perdere la tensione del colletto che è il vero responsabile della ritenzione della palla.
  3. Problemi di cameratura: se il diametro del bossolo finito è troppo piccolo, l’ottone si deforma e potrei avere una cameratura troppo “affondata”; se il diamentro è troppo grande a causa della palla inserita (e il crimp non lo riporta al  valore nominale), la cartuccia potrebbe non camerare affatto (“plunk test” fallito).

La regola d’oro: usa il Taper Crimp solo per:

  1. Rimuovere la svasatura.
  2. Assicurare che il diametro esterno della bocca del bossolo sia conforme per la cameratura.
  3. Fornire un leggero supporto alla ritenzione della palla, che deve essere primariamente garantita dalla corretta tensione del colletto (ottenuta tramite la ricalibratura con il I° die).

In sintesi: crimpa il minimo indispensabile per far funzionare la cartuccia nella tua arma, e non affidare la ritenzione della palla unicamente al crimp.
E verifica che la munizione cameri correttamente (e faccia “plunk” ) nella canna.

Per informazioni su questo “plunk test“, vedi oltre in questa pagina.

Soffermiamoci un attimo anche nei calibri per revolver.
Ad es. il .357 Magnum è un calibro energico, e che richiede un Roll Crimp (arrotondato, risvoltato) altrettanto energico.

Il .357Magnum utilizza bossoli con orlo (rimmed) e pertanto la munizione si appoggia in battuta (headspace) con il fondello. Non è costretta ad appoggiarsi al bordo della camera di cartuccia.
Questa situazione, unitamente al fatto che la palla è “relativamente” libera nel tamburo, richiede un tipo di crimpatura completamente diverso.
Aggiungiamo che il .357Magnum genera pressioni elevate e un rinculo significativo. L’inerzia della palla e le vibrazioni del rinculo tendono a far muovere le palle fuori dal bossolo, a volte bloccando la rotazione del tamburo.
Ecco che il Roll Crimp è la soluzione meccanica a questi problemi..

La regola d’oro per la crimpatura di tipo “Roll”, quando richiesta, è … applicare una crimpatura forte e decisa, ripiegando l’orlo del bossolo all’interno della scanalatura (cannelure) della palla, per evitare che la palla “scalzi” fuori dal bossolo a causa del rinculo violento.
Per un corretto “roll crimp” è fondamentale che la palla abbia una scanalatura apposita (cannelure), o una profonda scanalatura di lubrificazione, in cui il bordo del bossolo possa piegarsi e bloccarsi.
Altrimenti è anche possibile “forzare” il ripiego in una palla senza scanalature, ma la pressione da esercitare sarà superiore, e forzerò ulteriormente il bordo del bossolo.

Prima considerazione: da qui capite subito che i bordi dei bossoli per revolver si usurano precocemente.

Quanto crimpare con questi calibri per revolver?
Si crimpa in modo che il bordo del bossolo sia visibilmente piegato ad arco nella cannelure della palla.

Ovvio che questo crimpaggio deve avvenire dopo che la palla è stata correttamente posizionata e la cartuccia è alla lunghezza totale (OAL) corretta, in modo che la bocca del bossolo sia allineata con la gola, con la cannelure.
E’ importante regolare “più che bene” il III° die che inserisce la palla e crimpa la munizione.

Ricordate anche quanto scritto prima: poiché il Roll Crimp dipende dalla lunghezza del bossolo (la piegatura si forma quando infilo il bossolo nel III° die, ed agisce sui primissimi 2-3 decimi di millimetro), è essenziale che questi bossoli siano di una lunghezza “abbastanza” uniforme.

Plunk test

Ulteriore approfondimento e …. TRANQUILLIZZIAMO !!

Intanto diciamo che una volta che avete ben regolato le vostre attrezzature, ed avete verificato che le munizioni sono “perfette” (o quasi), non è che eseguiamo una misurazione del colletto o un plunk test ogni volta che ricarichiamo ogni colpo.
Se non avete toccato nulla, tutto dovrebbe restare ben regolato; i dies non dovrebbero “muoversi“.

Ma prima di descrivere meglio questo test, è opportuno capire bene come funzionano quasi tutte le munizioni per pistola semiautomatica, affinchè possiate sfruttare “bene” questo passaggio.
Diciamo che se capite il perchè succedono certe situazioni, poi avrete le basi per pensare ad una vostra soluzione.

Calibri come il 9×19 o il 9×21 sono calibri in cui il bossolo è leggermente conico; e senza collarino (rimless).
In pratica il bossolo dovrebbe entrare nella camera di cartuccia ed andare “fino in fondo” andando a fermarsi quando il bordo del bossolo (il bordo del colletto) appoggia sulla fine della camera di cartuccia, che è appositamente lavorata.
In realtà una parte di aiuto nell’appoggio la fornisce anche la conicità della camera, ma questo appoggio è molto influenzato dalle tolleranze delle varie camere.

Capite che se il colletto è largo (crimp nullo o scarso), se c’è ancora l’allargamento di quando ho inserito la palla, il bossolo ad un certo punto si incastrerà, non andrà fino in fondo.

Se il colletto è troppo stretto (crimp eccessivo) la munizione potrebbe non andare in battuta e affondare troppo; o meglio, a questo punto solo l’unghia dell’estrattore lo trattiene in posizione; che però … non è nata per questo lavoro.
Quando il percussore colpisce l’innesco, se il bossolo si muove o è troppo affondato, potrei avere una mancata accensione.
E poi potrei anche avere problemi ad espellere il colpo perchè il restringimento conico eccessivo che ho dato al bossolo lo portano ad incastrarsi nella canna.

Insomma, … problemi che sarebbe meglio evitare.

Come essere “abbastanza” sicuri che la munizione assemblata funzioni correttamente con la nostra arma ?
E senza dover confrontare tabelle e misure e camere di cartuccia …


Soluzione relativamente semplice, e non molto costosa:
In commercio ci sono molti cosiddetti “tamponi” di prova per i vari calibri.
Potete acquistare uno di questi tamponi che dovrebbero riprodurre la camera di cartuccia di un dato calibro, esattamente come previsto dalle specifiche.
N.B.: ovvio che non è detto che la vostra arma rispetti le specifiche al centesimo.
Perchè ad esempio se è un’arma raffinata, da tiro, probabilmente la camera sarà un po’ stretta, senza margini, con tolleranze ridottissime.
Se invece è un’arma adatta ad un utilizzo intensivo, o di derviazone militare, ecco che avrà una camera un po’ abbondante, che consentirà di camerare quasi tutti i tipi di munizione.


Soluzione “sicura” per la vostra arma (semiautomatica) e a costo zero: il c.d. “plunk test“.

Come funziona?
Dovete smontare la canna della vostra pistola, per averla a disposizione sul banco di lavoro.
Tenete la canna rivolta verso il basso, e fate cadere nella camera di cartuccia una munizione appena assemblata.
La munizione deve cadere senza intoppi e arrestarsi in fondo con un sonoro “PLUNK”.
Una sorta di atterraggio nella camera, ben distinto, senza strisciamenti. E con il classico rumore che risuona nella canna.

E ovviamente se rovescio la canna, la munizione deve uscire, cadere liberamente senza esitazioni, senza che debba “tirarla fuori“.

E questo test è “sicuro” in quanto lo state eseguendo sulla camera della vostra arma, indipendentemente dalle tolleranze rispetto alle misure standard.
Troverete in rete migliaia di video “plunk test“.

Oltre al classico rumore, allo sciocco sonoro tipico, immediatamente avete anche visione della correttezza delle quote.
La munizione deve arrestarsi in linea con il bordo della canna che si appoggia alla faccia sul carrello.

Se la munizione non scende del tutto, o se quando provo ad estrarla non cade liberamente ma devo “tirarla fuori” con forza, significa che la crimpatura non è corretta (troppo scarsa, occorre crimpare un po’ di più).
Se invece la munizione cade fino in fondo ma non ruota liberamente, probabilmente il bossolo è un po’ deformato (in questo caso servirebbe un giro sul factory crimp).
Se invece cade troppo, finisce per affondare troppo nella canna e il fondello non è più a filo con il bordo canna, in questo caso probabilmente avete esagerato con la crimpatura e … dovete regolare  la matrice un po’ più alta.
Dovete diminuire la crimpatura.
E le munizioni già fatte le dovete  disassemblare con il martello cinetico.

in costruzione