Brevi note sulle bilancine elettroniche e su come utilizzarle al meglio
Riprendo quanto detto nella pagina di presentazione delle bilance elettroniche.
Vi sono le “standard” (economiche, che più o meno si equivalgono tutte), o le “specialistiche” (quelle ad es. usate nelle industrie chimiche e farmaceutiche; ma che costano veramente tanto tanto tanto ).
Le bilancine elettroniche “economiche” (dai 15€ ai 50-100€), anche se di marche note, utilizzano tutte un sensore piuttosto standard, poco preciso sulle piccolissime variazioni.
O meglio, tutte montano un sensore che non ha precisioni da millesimo di grammo !!
Nelle carattersitiche c’è sempre scritto “bilancia millesimale, precisione 0,001” ma … non sempre corrisponde al vero.
E’ vero che una volta tarata con peso campione, la ripetitività è buona (se mettete 5 volte lo stesso peso, darà quasi sempre la stessa misura).
Ma se vi sono differenze minime di peso (dell’ordine di centesimi o millesimi), queste bilancine non lo rilevano, oppure sparano una misura che non sempre è esatta.
Diciamo che per la ricarica amatoriale il mezzo decimo di grano può essere ininfluente.
Importante: se pesiamo dosi da 4,5 grani (una carica di un 9mm), sono ca. 0,3 grammi.
Misurare il decimo di grano significa misurare i 6 millesimi di grammo !
Cercate qualcosa che sia “adatto” a piccolissimi pesi (ad es. da 0 a 5 grammi); lasciate perdere le bilance che pesano da 0 a 200 grammi; questi sensori non possono lavorare correttamente su un range così ampio di pesi.
E magari procuratevi qualche peso campione ad es. da 0,01 o da 0,05 grammi o similare; e segnatevi la correzione da applicare prima di iniziare ad usarla (ogni volta che la usate) !!
Se ne avete la possibilità fate verificare il peso campione ad es. da 20mg o da 50mg ad un farmacista, o achi opera in laboratori chimici, ….
Ma vediamo alcune spiegazioni ed alcuni accorgimenti.
ATTENZIONE: qui parliamo di bilance digitali economiche; ovviamente se avete una bilancia da laboratorio da 2mila euri, … siete già su un altro pianeta.
Diciamo subito che le bilance eocnomiche e specialmente quelle di precisione “dichiarata” millesimale, non montano sensori che operano in modo lineare; diciamo che non si può parlare di “linearità dei sensori“.
Soprattutto per pesate da meno di 0,3 grammi (sono ca. 5 grains) e magari su bilance da 200grammi di portata.
Intanto è assolutamente da evitare un sensore che presenti una portata massima elevata. In pratica bilance che pesano da 0 a 200 o più grammi.
Per pesi così piccoli (0,01 g, o anche 1 g), ideale sarebbero sensori che arrivano al massimo a 5 grammi o a 10 grammi.
Ma non si trovano facilmente bilancine di questa portata; quasi tutte sono da 50grammi o più.
[N.B.: a fine 2025 su Amazon alcune bilance con portata max 20 grammi presenti su Amazon sono sparite ma sono disponibili con spedizione su Amazon USA (Amaxon.com)]
In genere si dice che un sensore di peso lavori “al meglio” se portato a circa 3/4 della portata massima.
Ma non è proprio così, soprattutto con sensori economici.
Perchè … provo a descriverlo qui.
Errore di Linearità: le bilance elettroniche (ed in particolare modo quelle economiche con un unico sensore, anch’esso economico) hanno un errore di linearità che segue spesso una curva a “S”. Sebbene sia vero che il centro della scala è generalmente il punto dove il sensore è più stabile, in queste bilancine l’errore aumenta man mano che ti avvicini al limite massimo (sovraccarico del sensore).
Però …
E’ anche vero che su una bilancia con portata 20 g, pesare 2 g significa usare il 10% della capacità.
E su una bilancia con portata 500 g, pesare 2 g significa usare lo 0,4% della capacità.
Ecco che anche nei range minimi, iniziali della scala, vi sono maggiori errori.
In pratica più la portata massima è alta, meno il sensore è sensibile ai piccoli cambiamenti di massa.
Perciò se la bilancia ha un range da 0 a 50, e ammesso che non sia difettosa, il range con il minore errore sarà nella fascia centrale, ad es. da 5 a 20g.
Pertanto, si comprende bene come per oggetti da 0,3 g, una bilancia con portata 10 g sarà comunque sempre più precisa di una con portata 200 g, anche se sono entrambe (“sulla carta”) millesimali.
Risoluzione contro Accuratezza: nelle bilance economiche, il problema non è la linearità a 1/2 o a 3/4 del carico, ma la soglia di attivazione (o “creep”).
I sensori a cella di carico economici faticano a “sentire” il peso quando partono da zero.
Se appoggi 0,1 g su una bilancia da 200 g di portata, il software potrebbe interpretarlo come “rumore di fondo” e segnare 0,000 g.
O un numero non corretto.
La “Zona d’Oro” per il nostro utilizzo: prendiamo ad es. una bilancina da 20g (NON da 200g).
Per pesare tra 0,2 g e 2 g, la configurazione ideale potrebbe essere di farla lavorare nella prima parte della scala sfruttando un “pre-carico”.
Ovvero:
| Carico totale | Comportamento del sensore |
| 0 g (Partenza da zero) | Punto critico: alto rischio di errore o mancata lettura (inerzia del sensore). |
| 5 g – 10 g (Pre-carico) | Zona Ottimale: Il sensore è già teso e reattivo, ma lontano dal limite di stress. |
| 15 g – 20 g (Limite) | Possibile deriva termica o perdita di precisione dovuta alla compressione massima. |
Consiglio tecnico: il “Metodo del Peso di Calibrazione“
Invece di cercare una bilancia con portata specifica per lavorare nel range ottimale, recuperiamo una bilancia con il peso massimo più basso possibile, e pur sempre con una precisione “dichiarata” (speriamo bene …) di 0,001g.
Ad es. una bilancia (teoricamente) millesimale con portata massima 20g
- Accendiamo la bilancia.
- Appoggiamo un peso di calibrazione (o un peso calibrato) da 10 g (senza fare la tara); peso al 50% del carico teorico max.
- Aggiungiamo il nostro oggetto ad es. da 0,5 g (sono ca. 8 grani)
- Sottraiamo mentalmente il peso del campione (o leggiamo la differenza)
In questo modo, spostiamo il sensore nella sua zona di lavoro più lineare e stabile, eliminando l’incertezza del punto zero.
N.B.: perchè ho indicato di “non fare la tara”? Perchè a volte il software contiene arrotondamenti diversi in base al peso, per cercare di correggere (via software) l’errore del sensore.
Test del prodotto
Per capire se la bilancina da 30€ o 50€ è un “buon esemplare” o un giocattolo difettoso, possiamo sottoporla ad uno stress test di accuratezza, ripetibilità e linearità. Non serve essere tecnici di laboratorio; basta usare il peso di calibrazione (solitamente da 20g) fornito nella confezione. O megli oancora se avete dei pesi calibrati.
Ecco la procedura per diagnosticare la salute del sensore:
1. Il test di Ripetibilità (Precisione)
È il test più importante per il nostro range (0,2g – 2g).
Appoggiate il peso di calibrazione sulla bilancia. Segnate il valore (ipotizziamo 20g).
Toglietelo, aspettate che torni a 0,000 e riappoggialo.
Ripetete 10 volte.
Sensore sano: lo scarto massimo tra le pesate non deve superare 0,001g o 0,002g.
Se leggete una volta 20,000 e quella dopo 20,010, il sensore è instabile e andrebbe reso.
2. Il test di Deriva (Drift)
Questo serve a capire se l’elettronica interna “affoga” nel rumore termico (quando lavora il sensore genera una variazione di temperatura).
Appoggiate il peso di calibrazione (ad es. da 20g) e lasciatelo lì per 2 o 3 minuti senza toccare nulla.
Sensore sano: il numero deve rimanere identico o oscillare di un solo millesimo.
Se vedete il peso aumentare o diminuire costantemente (es. 20,000 -> 20,005 -> 20,012…), i componenti interni sono di scarsa qualità o risentono troppo della temperatura.
3. Test di Linearità (Corner Load Test)
I sensori economici spesso soffrono se l’oggetto non è perfettamente al centro.
Pesate il vostro oggetto (o il peso di calibrazione) mettendolo al centro.
Spostatelo leggermente verso i quattro angoli del piattino (nord, sud, est, ovest).
Sensore sano: la differenza tra il centro e i bordi deve essere minima. Se al centro segna 20,000 e nell’angolo segna 20,015, significa che la cella di carico è montata male, o leggermente storta, o è troppo economica.
Come leggere i “Segnali di Pericolo”.
Durante questi test, osservate il comportamento dei numeri sul display:
| Comportamento | Significato | Cosa fare |
| “Ballo dei numeri” | Il display non si ferma mai su un valore. | Controllate correnti d’aria o vibrazioni. Se continua, il sensore è difettoso. |
| Effetto Calamita | La bilancia “salta” i pesi minimi (es. aggiungendo un granello resta a 0, e poi salta a 0,010) | È un problema di software (deadband). Non c’è rimedio se non la sostituzione. |
| Ritorno allo zero errato | Togli il peso e segna -0,004 invece di 0,000. | Tipico delle bilance economiche. Si risolve ricalibrando spesso, ma se l’errore è eccessivo (>0,005) è un limite fisico. |
Il “Verdetto Finale”: quando fare il reso o cambiare prodotto?
Nelle bilance millesimali economiche, una tolleranza di 0,003g è accettabile e normale.
Se però durante i test notate errori costanti di 0,010g o superiori, quella bilancia non è adatta per pesare 0,2 o 0,3g poiché l’errore peserebbe per il 5% del totale, rendendo la misura poco affidabile.
━⤷ Introduzione e nozioni di base
━⤷ le operazioni per ricaricare una munizione
━━━⤷ cartucce e bossoli
━━━⤷ gli inneschi
━━━⤷ i proiettili
━━━⤷ le polveri
━⤷ riprendiamo le operazioni per la ricarica
━━━⤷ dies & shell holder
━━━⤷ le presse
━━━⤷ utensili ed altri accessori
━━━━━⤷ note sulle bilance elettroniche
━⤷ le fasi della ricarica
━━━⤷ regolazione 1° die (resizing / decapping die)
━━━⤷ inserimento primer
━━━⤷ regolazione 2° die (expanding die)
━━━⤷ regolazione 3° die e opzioni di crimpatura
━━━⤷ regolazione 4° die (factory crimp)
━⤷ alcuni approfondimenti ... e conclusioni
━⤷ note finali
