Le Basi della Mira
PREMESSA IMPORTANTISSIMA:
tutto quanto visto in precedenza (impugnatura e posizione di tiro) va ASSOLUTAMENTE ricordato ed applicato.
Ovvero, tutto quanto andiamo ad aggiungere in questa pagina (e nella prossima) deve coordinarsi con quanto scritto nelle due lezioni precedenti.
Perciò NON possiamo “buttare a mare” un lavoro di ottimizzazione dell’impugnatura e della posizione, perchè … ci troviamo bene a mirare in un certo modo.
NO! Dobbiamo cercare di tenere presente quanto esposto, e adattare la nuova azione di mira con quanto deciso in base alle precedenti lezioni.
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Ad esempio, se per allineare le mire devo piegarmi da un lato, alzare un braccio, e modificare l’impugnatura …. ecco … cerchiamo di analizzare il problema e troviamo un modo di utilizzare le mire dell’arma in modo coerente con le posizioni e le impugnature ottimali che vogliamo adottare.
Avete speso del tempo per leggere la pagina che tratta del miglior modo per impugnare un’arma.
Poi avete anche letto come posizionarsi una volta presa in mano l’arma.
Adesso … portate pazienza e non buttiamo tutto quanto appreso limitandoci ad impugnare l’arma, prendere posizione, e … sparare.
Cerchiamo di ottimizzare anche la fase di all’ineamento dell’arma con le mire ed il bersaglio, per poi passare all’ottimizzazione dello scatto, e quindi … allo sparo.
Manca poco!
Per un neofita, l’esecuzione di un puntamento corretto può inizialmente sembrare complessa.
Con l’arma ben impugnata e con la corretta postura di corpo e braccia, la prima e fondamentale operazione consiste nel posizionare l’arma in linea con il bersaglio (ancora con il dito lontano dal grilletto!); ovvero, vi è una linea immaginaria che congiunge il nostro occhio dominante, la foglia di mira (o mira posteriore), il mirino (anteriore) ed il bersaglio.
Non possiamo spostare il bersaglio, e non è conveniente che ci spostiamo continuamente (anche perchè dobbiamo tenere la posizione ottimale); pertanto per congiungere tutti questi punti andiamo a spostare l’arma.
Dovrebbero essere piccolissimi spostamenti e/o minirotazioni dei polsi.
Nota: ho scritto “occhio dominante”.
E’ l’occhio che noi istintivamente privilegiamo quando guardiamo un oggetto.
ATTENZIONE: non è detto che l’occhio dominante sia il destro per i destrimani e il sinistro per i mancini. Sono molti i casi di tiratori destrimani che utilizzano sempre l’occhio sinistro.
Per capire qual’è l’occhio dominante ci sono tantissimi test. In rete trovate di tutto (cercate “test occhio dominante“)
Il test che viene più spesso proposto è il seguente:
distendete un braccio verso un oggetto di piccole dimensioni distante un paio di metri; con il pollice copritelo alla vista. Ora, restando immobili chiudete alternativamente prima l’occhio destro e poi il sinistro. Risultarà che con un occhio l’oggetto si vede, con l’altro occhio sarà nascosto dal pollice. L’occhio con il quale l’oggetto risulterà coperto dal dito, sarà l’occhio dominante.
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Nel mio caso non ha funzionato molto bene (ma influiscono molto una serie di difetti visivi come miopia, astigmatismo, difetti su un occhio, eccetera).
E aggiungo che io sono uno di molti che impugna e spara con la destra ma mira con l’occhio sinistro.
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Un altro test diffuso è il seguente:
formate un cerchio di ca. 2,5 cm con il pollice e l’indice. Stendete il braccio e guardate attraverso il cerchio un oggetto in lontananza.
Avvicinate lentamente il cerchio alla faccia con entrambi gli occhi aperti, ma non guardate il cerchio, restate sull’oggetto.
La vostra mano si muoverà naturalmente verso l’occhio dominante.
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La linea di mira
Quando l’arma è puntata verso il bersaglio, il corretto allineamento visivo, la cosiddetta “linea di mira”, deve congiungere l’occhio, gli organi di mira (mira e mirino) e il bersaglio. Questo allineamento quando raggiunto deve essere mantenuto meglio possibile durante l’intera fase di pressione del dito sul grilletto.
Premessa che poi riguarda anche lo scatto:
è praticamente impossibile tenere l’arma perfettamente immobile. Fattori fisiologici come l’emotività, il battito cardiaco e la respirazione determinano inevitabili micromovimenti, noti tecnicamente come “arco di movimento”.
Si tratta di oscillazioni naturali e continue dell’arma, anche in condizioni di massima concentrazione e corretta postura.
Abbiamo anticipato che prendiamo la mira con l’occhio dominante (mirare con entrambi gli occhi è difficilissimo, salvo particolari condizioni dinamiche e/o di estrema concentrazione).
Quindi, iniziamo allineando il mirino anteriore (generalmente solo “mirino”) e quello posteriore (in genere anche “tacca di mira” o “foglia di mira”).
Il mirino anteriore è composto da un singolo corpo solido, che “da dietro” è visto come un paletto, un blocchetto; mentre il mirino posteriore è composto da una foglia che in mezzo è vuota, una sorta di “U” con i lati molto larghi, o se vogliamo una sorta di due blocchetti con in mezzo uno spazio.
. Ed anche la cima del mirino dev’essere ben allineata con il bordo superiore dei lati della mira postariore.

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Abbiamo detto: il mirino al centro della tacca di mira, allineando perfettamente i margini superiori e assicurando spazi uguali su entrambi i lati del mirino.
Se vi sono piccole correzioni, conservando per quanto possibile la corretta posizione del corpo, devo spostare il complesso “arma-mani-braccia” (e con eventuale piccoli aggiustamenti dei polsi) in modo tale che tenendo l’arma allineata davanti agli occhi, guardando attraverso le tacche a “U” della foglia di mira posteriore riesco a vedere il mirino al centro della “U”, e in fondo, alla fine della linea ideale tracciata dalle mire, vi sia il bersaglio.
Durante questa fase, lo sguardo deve essere focalizzato nitidamente sugli organi di mira (mirino e tacca di mira), mentre il bersaglio può anche apparire leggermente sfocato.
Questo permette la massima accuratezza nel prendere la mira, poiché garantisce che la nostra attenzione sia rivolta agli elementi cruciali per l’allineamento.
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Cosa mettere a fuoco?
Per colpire un bersaglio utilizziamo tre riferimenti visivi: tacca di mira, mirino e bersaglio.
Sfortunatamente, l’occhio umano non è in grado di mettere a fuoco contemporaneamente tre oggetti posti a distanze differenti, quindi il tiratore dovrà necessariamente operare una scelta su che cosa mettere a fuoco.
Molti pensano, erroneamente, che sia il bersaglio a dovere essere messo a fuoco, dal momento che è quello che deve essere colpito.
Nel tiro a segno invece, per la massima precisione, l’occhio deve mettere a fuoco il mirino! Il mirino ti permette di conoscere la direzione dell’arma relativamente al bersaglio.
Mirando in maniera corretta avrò quindi la tacca di mira leggermente sfuocata, il mirino perfettamente a fuoco ed il bersaglio abbastanza sfuocato.
La figura riproduce l’esatta visione che il tiratore dovrebbe acquisire.
Diverse scuole di pensiero sull’allineamento visivo
Esistono altre scuole di pensiero, come già accennato in precedenza parlando dell’influenza del tiro dinamico e operativo, che propone un approccio differente: mantenere il bersaglio a fuoco, trascurando parzialmente gli organi di mira.
Questa scelta mira a preservare una percezione d’insieme dell’intero campo visivo, essenziale nel tiro difensivo o da combattimento, dove la reazione immediata a un pericolo ravvicinato è prioritaria rispetto alla precisione assoluta.
In queste situazioni, la rapidità di ingaggio è fondamentale, e avere una visione chiara dell’ambiente circostante può fare la differenza.
Nel tiro di precisione, invece, dove si ha tutto il tempo e non è richiesta una risposta immediata, focalizzare gli organi di mira rimane la tecnica preferibile per massimizzare la precisione del colpo.
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Il Puntamento – allineamento
Per il puntamento è necessario affidarsi all’occhio dominante.
Alcuni tiratori faticano a controllare l’occhio dominante tenendo entrambi gli occhi aperti.
In questi casi può aiutare chiudere l’occhio non diminante, ma è una azione che è forzata, e non aiuta il massimo rilassamente che invece è necessario per il controllo dello scatto.
Se necessario, vengono in aiuto appositi occhiali chehanno una psecie di “sportellino” che si può spostare davanti all’occhio “debole”, lasciando la visione al solo occhio dominante senzxa dover strizzare l’altro occhio.
Ma nulla vieta di ricorrere a fasce da tiro sportivo (fanno tanto “pirata”), o materiali di fortuna appiccicati sopra gli occhiali di protezione.
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.Cosa comporta un non corretto allineamento tacca di mira-mirino ?
- Gli spazi laterali che si vengono a creare tra il mirino e la tacca di mira devono avere la stessa larghezza. Se il mirino è posizionato verso destra, lo spazio a destra del mirino sarà inferiore rispetto a quello a sinistra, ed in questo caso i colpi andranno verso destra.
Ovviamente, nel caso in cui lo spazio a sinistra del mirino sia inferiore di quello a destra del mirino, i colpi andranno a sinistra. - La parte superiore del mirino dovrà essere perfettamente allineata alla parte superiore della tacca di mira. Se il mirino sarà più alto, i colpi andranno verso l’alto.
Viceversa, se sarà più in basso, i colpi andranno verso il basso.
Ora, … tacca di mira e mirino devono essere allineati a loro volta sul bersaglio.
Ma DOVE sul bersaglio ?
La prima risposta ovvia sarebbe “al centro del bersaglio”.
Ma non sempre è così.
Vi sono due elementi fondamentali che influiscono sul DOVE mirare.
Il primo e più importante è “conoscere come è regolata l’arma” che si sta utilizzando.
Il secondo è deciso da come … vi trovate meglio Voi ad allineare il bersaglio.
E’ assolutamente necessario conoscere dove è regolata l’arma che state utilizzando.
Alcune armi possono essere regolate alla base del nero (c.d. a “ore 6”) mentre altre sono regolate al centro esatto (coprono il centro) e altre ancora sotto il centro (in linea con la ideale linea orizzontale che passa per il centro bersaglio).
Restando nell’ambito del tiro statico, alla ricerca della precisione, da diverso tempo sta aumentando la schiera di tiratori che regolano le mire allineando la linea superiore del complesso mira-mirino alla linea orizzontale (ipotetica) che attraversa il centro del bersaglio.
Una regolazione c.d. “al centro”.
Questo permette di avere ancora una buona visione del “nero”, utile per controllare l’allineamento orizzontale; e permette anche di avere un migliore riferimento per regolare la posizione “in altezza”.
Questo allineamento è ad esempio molto diffuso nel poligono che frequento; ed è anche la regolazione che io prediligo.
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Se andiamo nel campo delle armi comuni o da difesa, spesso queste armi sono dotate di mire “fisse” (non regolabili).
E sono solitamente tarate per puntare al centro del bersaglio.
Comunemente si indica questa regolazione come “combat”, “da difesa“.
Anche le mire attive (Red Dot) chiaramente sono regolate per puntare al centro bersaglio.
Scelto il punto di mira in base alle regolazioni effettuate nelle nostre tacche di mira, … concentriamoci.
Gli errori più comuni sono spesso da imputare al’impugnatura e allo scatto.
Per quanto riguarda l’allineamento delle mire … Diciamo che solo Voi potete sapere se avete ben allineato mira e mirino (e bersaglio).
Ricordate che piccolissime differenze di allineamento comportano parecchi centimetri di errore su un bersaglio a 10 o 15 metri!
Uno scostamento di un millimetro del mirino (in una classica pistola con canna da 5″), comporta uno spostamento di quasi 9 centimetri su un bersaglio a 10 metri (e diventano 13 cm a 15 metri).
Perciò esercitatevi; fate un po’ di allenamento in bianco.
Provate ad impugnare la pistola e ad andare in posizione con le mire allineate. E cercate di esaminare bene se riuscite a tenere in posizione e ben centrate mire e mirino per almeno un secondo.
E provate ad esaminare “oggettivamente” (non barate!) se questo benedetto mirino è ben centrato nella tacca di mira, e se il bordo superiore è anch’esso in linea con il bordo superiore della tacca di mira.
Gli errori dovuti alla “sola” mira sono abbastanza semplici: il punto di impatto (il buco sulla carta) sarà spostato dal centro in base a quanto disallineato è il mirino rispetto alla mira, e nella medesima direzione.
Partendo dall’alto:
- mirino spostato a sinistra ⇒ colpi a sinistra
- mirino spostato a destra ⇒ colpi a destra
- mirino sopra la mira (spostato in alto) ⇒ colpi in alto
- mirino sotto la mira (spostato in basso) ⇒ colpi in basso
E se dobbiamo REGOLARE o CORREGGERE ?
IMPORTANTE:
Come già scritto in precedenza, PRIMA di analizzare errori e rimedi, occorre avere una base di partenza attendibile.
Perciò se spariamo un colpo e non è “al centro“, beh … non iniziamo subito a regolare mirini o a tentare diverse posizioni.
Iniziamo con lo sparare 5 o 10 colpi.
Mirando SEMPRE esattamente nello stesso punto, SENZA correggere o spostare la mira per compensare.
La media dei colpi consentirà di procedere con una stima attendibile dell’eventuale errore
Gli aggiustamenti in genere si effettuano agendo sulla tacca di mira (se regolabile), agendo sulle viti di regolazione della deriva (spostamento orizzontale) e dell’elevazione (spostamento verticale).
Se la mira non è regolabile … occorre procedere con specifici attrezzi e/o mirini di diverse altezze.
La regola base è: spostare la tacca/foglia di mira nella direzione in cui volete che si sposti il colpo sul bersaglio.
Se i colpi sono a sinistra, e perciò “vorrei spostare i colpi a destra”, devo spostare la foglia di mira a destra.
Se i colpi sono a destra, devo spostare la foglia di mira a sinistra.
Se i colpi sono in basso, devo alzare la foglia di mira.
Se i colpi sono in alto, devo abbassare la foglia di mira.
Regolazione della Deriva (Orizzontale): si agisce sulla vite laterale.
- Disegno in alto a sinistra: Colpi spostati a sinistra ⇒ sposto la tacca di mira verso destra.
Ruotando la vite in senso orario (come per avvitare), la tacca di mira si sposta a destra, portando i colpi da sinistra verso il centro. - Disegno in basso a sinistra: Colpi spostati a destra ⇒ sposto la tacca di mira verso sinistra.
Ruotando la vite in senso antiorario (come per svitare), la tacca di mira si sposta a sinistra, portando i colpi da destra verso il centro.
Regolazione dell’Elevazione (Verticale): si agisce sulla vite superiore della tacca di mira.
- Disegno in alto a destra: Colpi spostati in alto ⇒ abbasso la tacca di mira.
Ruotando la vite in senso orario (come per avvitare, a volte c’è il riferimento “DOWN”), o seguendo la freccia se sono presenti le indicazioni “DOWN” o “DW”, la tacca di mira scende, portando i colpi dall’alto verso il centro. - Disegno in basso a destra: Colpi spostati in basso ⇒ alzo la tacca di mira.
Ruotando la vite in senso antiorario (come per svitare), o se indicato il verso “UP” (su), la tacca di mira sale, portando i colpi troppo bassi verso il centro.
Adesso non ci resta che completare il tutto eseguendo l’ultima operazione necessaria per lanciare il proiettile ben allineato sul bersaglio: lo scatto.









