Il rilascio / rinnovo del Porto d’Armi (PdA)

Il rinnovo del porto d’armi richiede un iter preciso che mira a confermare che il titolare possieda ancora i requisiti psicofisici, legali e morali necessari.
Cerco qui di riassumere i passi e i documenti necessari.

Cosa serve ?

Iniziamo con l’allestimento del kit minimo (elenchiamo quello che serve):

  1. il Certificato Anamnestico
    Prima di ogni altra cosa, dovete rivolgervi al vostro Medico di base (o un medico di base abilitato).
    Questo medico rilascerà il “certificato anamnestico“, un documento che attesta l’assenza di patologie pregresse o attuali (come dipendenze da alcol/stupefacenti o disturbi mentali) che possano pregiudicare l’uso delle armi.
    N.B.: questo certificato serve come “base” per il passaggio successivo, per il successivo certificato di idoneità.
    N.B.2: in genere questo documento è compilato su un modulo di 4 domande (selezione Si/No), e richiede un minuto.
    Il costo richiesto mediamente è sui 60€; se conoscete molto bene un medico di base, potreste cavarvela con molto meno.
  2. il Certificato di Idoneità Psicofisica
    Una volta ottenuto il certificato anamnestico, dovete sottoporvi ad una visita medica per il rilascio del certificato di idoneità vero e proprio.
    Questo viene rilasciato da un “ufficiale medico” in servizio presso l’ASL di competenza (settore medicina legale), o in servizio presso la Sanità Militare, o presso la Polizia di Stato o i Vigili del Fuoco.
    Alcune autoscuole che effettuano le visite per il rinnovo patenti, mettono a disposizione il medico anche per questo il certificato di idoneità.
    Alcuni poligoni (nel mio caso ad es. il poligono “3 Piume” di Agna) mettono a disposizione il medico abilitato, in genere una volta al mese.
    Ho sentito che anche alcuni TSN fanno questo servizio soprattutto nei periodi critici per il rilascio / rinnovo dei PdA.
    N.B.: dovreste informarvi preventivamente perchè alcuni medici pur se abilitati, non rilasciano il certificato per porto d’armi in quanto contrari al possesso di armi (una specie di obiettori di coscienza).
    Cosa viene controllato durante questa visita?
    L’ufficiale medico verificherà parametri specifici come l’acuità visiva, l’udito e la stabilità psichica.
    E’ una copia della visita che in genere si effettua per il rinnovo della patente (beh … d’altro canto è molto più pericolosa un’auto che un’arma).
    Anche qui il costo varia dai 50€ ai 70€ (salvo accordi o convenzioni o … amicizie).
    ATTENZIONE: ricordatevi di portare una marca da bollo da 16,00 € (alla data odierna, inizio 2026, sono ancora 16€), e anche il certificato anamnestico del medico di base (in originale) come visto al punto 1.
  3. numero 2 (due) foto formato tessera, di cui una sciolta e una autenticata (legalizzata)
    C’è da dire che in realtà un ufficiale o la Stazione o la Questura possano autenticare la foto con la presentazione del documento. Però in genere quasi sempre chiedono una copia autenticata dal Comune.
  4. non è sempre richiesto, ma onde evitare altre richieste e dilatazioni dei tempi, meglio allegare fotocopia di un documento di identità in corso di validità; e già che ci siete meglio allegare anche fotocopia del tesserino sanitario/cod.fiscale.
  5. fate il bonifico e allegate la ricevuta o attestato di versamento di euro 1,27 (euro uno virgola 27)
    sull’IBAN: IT67S0100003245BE00000003UQ
    intestato a: Ministero dell’Economia e delle Finanze
    come causale indicate:  nome, cognome, tipo porto d’armi e la Questura di riferimento
    [ad es: “Rossi Mario – rinnovo porto d’armi uso sportivo – Questura di Padova” ]
    ATTENZIONE: se il rinnovo è per uso caccia, occorre effettuare anche il bonifico (alle stesse coordinate di cui sopra) della tassa di concessione governativa da 173,16 € (con causale “nome, cognome, porto d’armi uso caccia, e la Questura di riferimento).
    IBAN e importi sono quelli che ho riscontrato alla data di marzo 2026 dopo l’ennesimo aggiornamento dell’IBAN (ora unificato per tutta Italia).
  6. il precedente PdA in scadenza, o una copia
    Se il precedente PdA è già scaduto, e perciò non potete usarlo, conviene allegarlo alla domanda in originale.
    Se invece avete ancora un po’ di tempo residuo e volete utilizzarlo, potete anche allegare alla domanda una copia (fronte/retro/interno) e poi consegnerete l’originale contestualmente al ritiro del nuovo PdA.
    Perchè alla consegna del nuovo PdA quasi tutte le Questure ritirano il precedente porto.
    ATTENZIONE:
    se è un primo primo rilascio della licenza di porto d’armi, oppure se è un rinnovo di licenza scaduta da oltre 10 anni, si deve allegare certificato di idoneità al maneggio delle armi (c.i.m.a.) rilasciato da una sezione del tiro a segno nazionale (TSN).
    Il c.i.m.a. non è necessario se si attesta di aver assolto il servizio militare da non più di dieci anni dalla data di presentazione dell’istanza (art.8 L.110/75)
    Se è un rinnovo di licenza scaduta da meno di 10 anni non serve un nuovo c.i.m.a. e basta allegare il PdA scaduto.
  7. la domanda vera e propria, nel “modulo di istanza” modello 38N (o 6F)
    Qui io non sono proprio in grado di fornirvi una indicazione “certamente e assolutamente valida per ogni Questura”.
    Sul sito della Polizia di Stato si trovano diverse versioni del modello per la domanda (basta cercare con google).
    Io qui metto solo alcuni link, che però rimandano a documenti di qualche specifica Questura (ad es. modulo Questura di Savona, modulo Questura di Potenza, modulo Questura di Bergamo, …)
    La Questura di Padova (quella di competenza per quanto mi riguarda) pubblica qui [ https://questure.poliziadistato.it/statics/10/modulistica-armi-gennaio-2024.pdf ] un file (pdf) con le informazioni ed i moduli per le istanze riguardanti le armi.
    Il modulo di richiesta rilascio/rinnovo del PdA è dalla pagina 11 alla 14.
    E per quel che ne capisco io è indicato come modulo 6F.
    Le Stazioni dei CC della provincia di PD e la Questura di PD in genere stampano questo modulo in formato “opuscolo” su un foglio A3; così si viene a creare una specie di cartellina in cui si raccolgono tutti i documenti elencati qui sopra (il “kit” per la domanda).
    Per semplicità potete scaricare il pdf della sola domanda da qui; stampatelo in formato “opuscolo” o “libretto”, su un foglio A3.
    Ci sono due firma da mettere: una nella prima pagina che è la domanda, e una nella seconda pagina che è l’autocertificazione).
  8. numero 2 (due) marche da bollo da 16€ cad.
    Non attaccatele alla domanda (anche se si dovrebbero attaccare ….). Consegnatele “sciolte”.
    Perchè conviene che controlliate la domanda con il responsabile della Stazione CC o dell’ufficio della Questura, e solo dopo le attaccate. Che se per caso c’è qualcosa da rifare, o anche solo un modulo diverso, dovrete riprendere altre due marche e sono altri 32€.

Adesso che abbiamo il nostro “kit” di documenti, marche da bollo, foto, versamenti, eccetera, con tutto il malloppo si può andare presso la Stazione Carabinieri di competenza per il proprio territorio o presso l’ufficio armi della Questura di competenza.
Andate a vedere come si regola la Questura della Vostra zona.
Per Padova e provincia funziona che:
– si può consegnare di persona all’ufficio armi della Questura
– solo per chi NON risiede in Padova, può consegnare la domanda alla locale Stazione dei Carabinieri che provvederà alla verifica e alla consegna in Questura.
L’uff. Armi della Questura di Padova al momento è ancora in via Santa Chiara n.8 (dietro la Questura); è aperto il lunedì mercoledì e venerdì dalle 9:00 alle 12:00 e il mercoledì anche dalle 15:30 alle 17:30

Cosa controlla la Questura ?

In primis i c.d. Requisiti Morali (il controllo d’ufficio)
Oltre alla salute (avete consegnato il certificato per questo), l’Autorità di Pubblica Sicurezza verificherà che non abbiate riportato condanne penali o che non vi siano esposti o situazioni che facciano dubitare della vostra affidabilità.
Se avete avuto anche solo “screzi” legali recenti, il rinnovo sarà facilmente negato.
Qui sotto, al paragarafo “il punto giuridico” ho riportato alcuni elementi che possono esserevi utili.

Tempistiche

Consiglio di iniziare le pratiche almeno 60-90 giorni prima della scadenza.
I tempi della burocrazia e della Polizia possono variare molto da zona a zona.
Anche se il limite di risposta dovrebbe essere 90 giorni, vi sono casi (molti casi …) di tempistiche superiori ai 6-9 mesi.
In alcune province si sono superati i 12 mesi !
Altre Questure sono note invece per un deciso rispetto dei tempi (anche 30 giorni).

Diciamo che dopo un ca. 2-3 mesi dalla presentazione della domanda, si può iniziare a controllare se il PdA è pronto.
La Questura di Padova pubblica periodicamente un elenco (in un formato semi-anonimo) dei documenti pronti per il ritiro.
La pagina al momento è ancora questa:
https://questure.poliziadistato.it/it/Padova/articolo/3149696dfac0e498e491659501

ad oggi (marzo 2026) gli ultimi aggiornamenti risalgono ad oltre un mese fa …

Il punto giuridico

E’ importante ricordare bene il punto giuridico della questione.
In Italia, il regime delle armi non è basato su un “diritto al possesso”, ma su un divieto generale temperato da eccezioni amministrative.
Cosa vuol dire in termini semplici ?
Che in Italia il possesso delle armi è vietato. Sempre.
E che in questo caso presentiamo una domanda di “eccezione” alla regola; cioè chiediamo una deroga, un permesso personale e temporaneo per poter evitare la regola di base.
Provo qui a riassumere dei punti chiave sulla natura del titolo e sulla discrezionalità della Questura.

  • La “Deroga al Divieto”
    Come si può intuire, la giurisprudenza (spesso richiamata dal Consiglio di Stato) stabilisce che il rilascio del porto d’armi non è un diritto soggettivo, bensì una rimozione di un limite che l’ordinamento pone per ragioni di ordine e sicurezza pubblica.
    Il principio è: nessuno può girare con armi o detenerle senza un esplicito consenso dello Stato.
    La concessione è quando riceviamo il libretto,  il Porto d’Armi, l’Autorità sta “concedendo” una deroga a quel divieto, ritenendo che tu sia una persona degna di fiducia.
  • La discrezionalità della Questura
    La discrezionalità dell’Amministrazione (Questura o Prefettura) è molto ampia; ma non è arbitraria.
    Si basa sul concetto di “piena affidabilità”.
    Con giudizio prognostico si intende l’attività della Questura che non valuta solo se hai commesso reati in passato, ma fa una “prognosi” sul futuro. Si chiede: “C’è il rischio che questa persona possa abusare dell’arma?”.
    Gli elementi di valutazione non sono sempre ben definiti: per negare o revocare il porto d’armi, non serve una condanna penale definitiva. Possono bastare:
    • Frequentazioni con pregiudicati
    • Liti condominiali accese (succede spesso il diniego o ritiro per queste questioni che sembrano “leggere” …)
    • Denunce per minacce (N.B.: anche se poi ritirate)
    • Soggetti conviventi con precedenti penali (in questo caso si valuta il rischio che l’arma finisca in mani sbagliate)
    • Abuso di alcol
    • Uso di stupefacenti.
  • Chiaro che la discrezionalità esiste sia per le richiesta con finalità sportive (ad es. tiro a volo) che per fini di difesa personale. Ma chiaro anche che l’intensità cambia.
    Per ottenere un permesso di porto per difesa il grado di discrezionalità è massimo. Bisogna dimostrare un “dimostrato bisogno” (pericolo attuale e concreto).  E anche questo non sempre è sufficiente.
    E questo particolare permesso viene rinnovato ogni anno.
    Considerate che (dati del 2024) in Italia i porti d’arma per difesa personale sono meno di 10.000 (diecimila); e tra questi figurano anche magistrati, politici, agenti sotto copertura, alcuni (solo una minima parte) portavalori e altri commercianti di beni di lusso.
    Ad esempio sono circa 20mila le sole aziende orafe o di commercio preziosi …
  • Nel caso invece del Porto d’Armi per uso sportivo (in genere indicato come TAV, “tiro a volo”) la discrezionalità è … moderata. In genere basta l’iscrizione a un poligono e l’assenza di motivi ostativi.
    La Questura non potrebbe negarlo “perché sì” (anche se ci sono stati casi), ma deve motivare se ritiene che tu non sia affidabile
  • argomento molto dibattuto: il limite della discrezionalità della Questura e l’eccesso di potere
    Sebbene l’Autorità abbia l’ultima parola, la sua decisione deve essere sempre motivata.
    Se il diniego è basato su fatti banali di vent’anni fa o su sospetti del tutto infondati, è possibile fare ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) o ricorso gerarchico al Ministero dell’Interno.

ATTENZIONE:  negli ultimi anni, la tendenza  giurisprudenziale è diventata sempre più restrittiva. Nel dubbio tra la libertà del singolo e la sicurezza della collettività, i giudici tendono sempre a privilegiare la sicurezza pubblica.

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