farwest.it ha chiuso

Il sito Farwest.it, fondato e gestito da Sergio Mura, ha cessato le attività e chiuso i battenti alla fine di ottobre 2025.

E’ stato il portale storico per tutti gli appassionati di storia del West americano in Italia; un sito che è stato attivo per quasi 25 anni.
La notizia ha suscitato molto scalpore e tristezza in tutta la comunità di appassionati.

Iniziamo con “il perchè” è stato chiuso, con i dettagli sulle cause, le spiegazioni ufficiali e le reazioni:

1) Le cause effettive: problemi di Diritti e Copyright ©

  • La causa principale riguarda la gestione dei diritti d’autore.
    Il fondatore, Sergio Mura, ha spiegato che nonostante il sito fosse nato con scopi puramente divulgativi e senza fini di lucro, la legislazione attuale e la crescente pressione sulla proprietà intellettuale hanno reso insostenibile la gestione dei contenuti.
  • Contenuti esterni: gran parte del valore di Farwest.it risiedeva nella traduzione in italiano di articoli, saggi e nell’uso di immagini d’epoca provenienti da fonti americane o libri cartacei.
    Molti di questi contenuti erano stati inseriti anni fa con uno spirito pionieristico, quando il controllo sul copyright online era meno serrato.
  • Azioni legali e diffide: negli ultimi tempi sono arrivate segnalazioni e minacce di azioni legali da parte di detentori di diritti (spesso agenzie fotografiche o eredi di autori) che richiedevano la rimozione di materiali o il pagamento di licenze.
  • Impossibilità di verifica: con migliaia di articoli pubblicati in oltre due decenni, per il fondatore e gestore del sito (per altro una attività che era di pura e sola passione, senza alcun ritorno economico) è diventato tecnicamente e legalmente impossibile verificare retroattivamente ogni singola riga o immagine per garantire la piena conformità alle norme attuali.

2) La spiegazione di Sergio Mura:

  • Nella sua lettera di saluto pubblicata sul sito prima dell’oscuramento, Sergio ha espresso un misto di amarezza e realismo.
    Ha purtroppo dovuto constatare e sottolineare come il web sia cambiato: da “prateria libera” dove la condivisione della conoscenza era il fine ultimo, a un luogo dove ogni frammento di informazione è strettamente regolamentato.
  • Ha dichiarato di non voler correre rischi legali personali o affrontare spese legali per difendere un progetto che portava avanti gratuitamente nel suo tempo libero.
  • Ha ribadito che il sito non ha mai generato profitti, ma che questo “non basta più come scusante” di fronte alle leggi vigenti.

3. Le reazioni della comunità:

  • La chiusura ha generato un’ondata di reazioni sui forum di storia, sui social e nei gruppi di appassionati di western.
  • Perdita culturale: molti utenti hanno definito la chiusura un “lutto culturale”, poiché Farwest.it era considerato la più grande enciclopedia in lingua italiana sulla frontiera americana, con approfondimenti spesso introvabili altrove.
    Soprattutto in italiano.
  • Critiche alla normativa: diverse reazioni sono state di aperta critica verso una gestione del copyright ritenuta troppo rigida, che finisce per colpire la libera divulgazione amatoriale favorendo solo i grandi gruppi editoriali.
  • Iniziative di salvataggio: subito dopo l’annuncio, alcuni utenti si sono mossi per cercare di salvare i contenuti tramite portali come Wayback Machine (Internet Archive), per evitare che decine di migliaia di pagine di storia andassero perse per sempre.

In breve, il sito non è stato chiuso per mancanza di interesse o fondi, ma per una scelta precauzionale del fondatore di fronte all’impossibilità di gestire la mole di potenziali violazioni di copyright accumulate in 25 anni di vita del portale.
Il “vecchio West” digitale di Sergio Mura si è arreso davanti alle “nuove leggi” della rete.

Un po’ di storia del sito Farwest.it

Il sito Farwest.it ha iniziato ufficialmente il suo viaggio nel 1997.
Sebbene la registrazione formale del dominio (farwest.it) risulti nei database ufficiali intorno al 2001 (anno in cui molti siti amatoriali italiani si sono spostati su domini di primo livello più professionali) la redazione e lo stesso fondatore hanno sempre indicato il 1997 come l’anno di nascita del progetto.
Nella pagina di saluto che ha preceduto la chiusura definitiva, compariva proprio la dicitura “1997-2025”, a suggello di quasi tre decenni di storia digitale.

L’evoluzione nel tempo:

  • 1997: il progetto nasce in una forma più embrionale (probabilmente ospitato su spazi web gratuiti molto comuni all’epoca, come Geocities o IOL), diventando rapidamente un punto di riferimento per la divulgazione della storia del West in Italia.
  • anni 2000: il sito si consolida con il dominio definitivo e si arricchisce di sezioni iconiche come il forum, la “Galleria del West” e migliaia di articoli specialistici.
  • 2025: dopo ben 28 anni di attività ininterrotta, il sito ha cessato le pubblicazioni.

Sapevi che il sito era nato originariamente come un piccolo spazio personale di Sergio Mura prima di diventare la gigantesca enciclopedia che abbiamo conosciuto? Vorresti sapere se esistono modi per consultare ancora i vecchi articoli?

e adesso come facciamo ?

Attualmente, la situazione riguardo alla consultazione dei contenuti di Farwest.it è piuttosto complessa proprio a causa dei motivi legali che ne hanno causato la chiusura.

Ecco un quadro aggiornato:

  • siti “Mirror” (Copie esatte)
    Al momento non esistono siti “mirror” ufficiali o autorizzati che abbiano ripubblicato l’intero archivio.
    Questo per un motivo molto semplice: chiunque ripubblicasse i contenuti di Farwest.it erediterebbe istantaneamente gli stessi problemi legali legati ai diritti d’autore (immagini e testi tradotti) che hanno costretto Sergio Mura a chiudere.
    Riprodurre il sito altrove esporrebbe il nuovo gestore a diffide e richieste di risarcimento da parte dei detentori del copyright.
  • siti che ospitano parti dell’archivio:
    sebbene non esista una copia integrale “live”, alcuni contenuti sono stati salvati in modi diversi.
  • Collaborazioni passate:
    alcuni articoli storici erano stati scritti da autori che collaborano anche con altre testate o siti di storia e cultura western. È possibile trovare singoli saggi o approfondimenti su portali come Storia del West o blog di appassionati, ma si tratta di frammenti sparsi, non dell’intero database.
  • Forum e Community: alcune discussioni storiche sono rimaste “tracciate” su forum di appassionati di fumetti (come quelli dedicati a Tex Willer o alla Storia del West della Bonelli), dove gli utenti citavano o copiavano parti di articoli per discuterne.
  • L’unica risorsa completa: Internet Archive (Wayback Machine)
    Ad oggi, la Wayback Machine rimane l’unico strumento affidabile e sicuro.
    Cosa si trova: sono presenti migliaia di “istantanee” del sito scattate tra il 2001 e il 2025.
    (Internet Archive contiene numerosissime copie della maggior parte dei siti web – di tutto il web! – pubblicati negli ultimi 20 anni)
    Come usarlo: inserendo www.farwest.it nella barra di ricerca di web.archive.org, puoi navigare nel calendario. Le date precedenti a ottobre 2025 permettono di accedere a quasi tutte le sezioni testuali.
    Limiti: spesso le immagini non vengono caricate correttamente e i database delle ricerche interne del sito non funzionano, quindi bisogna navigare manualmente tra le sezioni (Storia, Personaggi, Guerre Indiane, ecc.).

Il rischio dei siti “Clone” (Scam)
Bisogna fare molta attenzione: quando siti storici chiudono, capita che malintenzionati acquistino domini simili o cerchino di indicizzare pagine vecchie per attirare traffico verso siti di pubblicità aggressiva o malware. Se trovi siti che promettono l’intero archivio di Farwest.it ma ti chiedono registrazioni o clic su link sospetti, è meglio evitarli.

Esisterà un erede?

Sergio Mura è stato molto chiaro sulla definitività della chiusura.
Tuttavia, la comunità di appassionati che si riuniva intorno al sito si sta riorganizzando su gruppi social (Facebook in primis) e canali YouTube tematici.
Molti dei collaboratori storici del sito continuano a diffondere la cultura del West attraverso questi canali, pur rinunciando alla struttura enciclopedica che era tipica di Farwest.it.
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un link semplificato alla copia su Wayback Machine del 2 ottobre 2025

per una semplice consultazione ho reso disponibile qui sotto un link alla copia del sito farwest.it alla data del 2 ottobre 2025, così come presente su Internet Archive ( web.archive.org ).
Chiaramente link, e ricerche, e riferimenti incrociati, e diverse immagini, non funzioneranno o non sono accessibili.
Però è possibile consultare la maggior parte degli articoli pubblicati in tutti questi anni di lavoro di Sergio Mura.

ATTENZIONE:

NON è un sito in cui si possa editare o aggiungere o intervenire. 
E’ solo una copia come fotografata dai sistemi di copia del web al 02/10/2025.
E’ solo agevolato l’accesso senza dover ogni volta passare per l’accesso al web archive e la successiva ricerca delle copie e delle ultime date di pubblicazione.
Perciò …. accontentarsi.

Questo il link agevolato: fw.quiandrea.it

i numeri di farwest.it

Farwest.it è stato un caso di studio eccezionale: un portale di nicchia, nato dalla passione di un singolo individuo che dalla Sardegna è riuscito a generare numeri da “grande testata”, pur trattando un tema apparentemente lontano dalla cultura italiana contemporanea.
I dati che seguono, raccolti dalle statistiche storiche del sito e dalle dichiarazioni della redazione prima della chiusura, aiutano a capire l’enormità del lavoro svolto in 28 anni.

I numeri del successo (dati stimati al 2025):

  • più di 3.500 saggi, biografie, recensioni e cronache storiche pubblicate
  • più di 15.000 immagini e foto; uno degli archivi iconografici sul West più vasti in Europa.
  • più di 210.000 post nel Forum.
    Una delle community più attive di sempre sulla frontiera.
    ATTENZIONE: il forum è ancora attivo all’indirizzo:
    https://www.farwest.it/new/index.php
  • più di 5.000 utenti registrati ed attivi nel forum e contributori regolari.
  • milioni di visualizzazioni / anno.
    Un punto di riferimento per studenti, tesisti e appassionati.

Perché questi dati sono “eclatanti“?

  • per l’enciclopedia dei personaggi: il sito ospitava oltre 600 biografie dettagliate. Non si limitava ai soliti nomi (Custer, Toro Seduto, Billy the Kid), ma scavava nelle vite di scout minori, donne della frontiera, pionieri dimenticati e capi tribali oscuri, spesso traducendo fonti primarie americane mai giunte in Italia.
  • per la profondità dei contenuti: molti articoli non erano semplici “pillole”, ma veri e propri saggi di 10-15 pagine con bibliografie accademiche.
    Se cercavi informazioni sulla battaglia del Little Bighorn o sul massacro di Wounded Knee in lingua italiana, Google restituiva Farwest.it come primo risultato assoluto per completezza.
  • il Forum come “Saloon” culturale: il forum non era solo un luogo di chiacchiere, ma un centro di ricerca.
    Storici dilettanti e professionisti passavano mesi a discutere su un singolo modello di Colt o sulla corretta traduzione di un termine dialettale Lakota.
    Al momento della chiusura, contava oltre 6.800 discussioni (topic) aperte.
  • un fenomeno “Made in Italy”: è sorprendente che il più grande portale europeo sul West non fosse tedesco o inglese, ma italiano.
    Questo si deve alla lunga tradizione italiana legata al genere (dal fumetto Tex di Bonelli allo Spaghetti Western di Sergio Leone), che ha creato un terreno fertile per il lavoro di Sergio Mura.

L’eredità digitale

Nonostante la chiusura, il “successo” di Farwest.it resta visibile nell’impatto culturale: molti libri di storia pubblicati in Italia negli ultimi vent’anni citano il sito tra le fonti consultate.
La sua chiusura non è stata dovuta a un calo di interesse ( i numeri erano ancora in crescita ) ma proprio alla sua eccessiva mole: era diventato “troppo grande” per essere gestito amatorialmente e legalmente da un gruppo di volontari.

La chiusura di Farwest.it non ha spento la passione dei suoi storici collaboratori, che si sono spostati su piattaforme più agili e meno rischiose dal punto di vista legale (come i social network o blog personali più circoscritti).
Ecco dove si possono ritrovare le “penne storiche” del sito e continuare a seguire la storia della Frontiera:

  • Facebook: il nuovo “Saloon” digitale
    Gran parte della community si è riversata su Facebook, dove il controllo del copyright è gestito direttamente dalla piattaforma e la condivisione è più semplice.
    Vi sono gruppi come Storia del WEST
    o come … Pistole fucili del West …

    o come  Tex Willer 

  • il forum ancora attivo:  FarWest forum
    costola del sito farwest.it, funge ancora da punto di ritrovo e di discussione.
  • canali YouTube ( e qui c’è da fare una selezione )
    Alcuni esperti che scrivevano per il sito hanno iniziato a collaborare o a creare contenuti video, formato che oggi attira molto più del testo scritto.
    Dovete cercare “Storia del West” su YouTube e troverete diversi canali italiani che utilizzano le ricerche un tempo ospitate sul sito per creare documentari narrati.
  • Webinar e Dirette: alcuni ex membri della redazione partecipano periodicamente a dirette streaming su canali dedicati al fumetto (come quelli su Tex o Magico Vento) per approfondire il contesto storico delle storie Bonelliane.
  • Collaborazioni con riviste e case editrici
    Alcuni dei nomi più autorevoli di Farwest.it (come lo stesso Sergio Mura o altri saggisti) continuano la loro attività in modo più “tradizionale”.
  • Saggistica cartacea: diversi autori pubblicano regolarmente libri con case editrici specializzate in storia militare o saggistica western.
  • Riviste di settore: controllate le collaborazioni su riviste come Focus Storia o testate specializzate in storia del XIX secolo; spesso gli esperti del vecchio sito firmano articoli di approfondimento.
  • Esistono blog personali che, pur non avendo la mole di Farwest.it, portano avanti lo stesso rigore storico
  • Siti di singoli autori: molti contributori hanno i propri spazi web (spesso su piattaforme come Blogspot o WordPress) dove caricano i loro nuovi studi.
  • Associazioni storiche: alcuni si sono uniti in associazioni che organizzano eventi dal vivo (re-enactment o conferenze), spostando la divulgazione dal web al mondo reale.

Un consiglio per la ricerca
Se trovate sulla copia del sito farwest.it un nome di un autore specifico che viinteressa (ad esempio Sergio Mura, Gian Carlo Oliva, o altri frequenti contributori), la strategia migliore è cercarli direttamente su LinkedIn o Facebook. Molti di loro hanno mantenuto il contatto con i lettori proprio per non disperdere quel patrimonio di conoscenze.