Obbligo di denuncia: ricordate le 72 ore !

Uno degli aspetti fondamentali per il possesso legale di armi è l’obbligo di denuncia stabilito dall’art. 38 del TULPS entro 72 ore dall’acquisizione della materiale disponibilità dell’arma.
Che si tratti di un acquisto, o di un comodato, o di una donazione, o di un’eredità, o di quello che volete, nel momento in cui si ha l’acquisizione della materiale disponibilità, da quel momento parte il conto alla rovescia che deve concludersi, entro le 72 ore successive, con la presentazione di questo atto formale che è la denuncia.

A chi si presenta la denuncia?
La denuncia si presenta all’autorità locale di pubblica sicurezza del luogo in cui le armi poi saranno effettivamente detenute. Quindi se si tratta di una città capoluogo di provincia o comunque di un grosso centro, in genere sarà il commissariato di pubblica sicurezza competente per territorio; in genere l’uff.armi della Questura.
Se si tratta di un paese di provincia verosimilmente sarà la locale stazione dei Carabinieri.

La denuncia “cartacea” in questo momento (faccio riferimento alla situazione a fine 2025) può essere “presentata in due forme”; ovvero:

1) c’è la possibilità (ma qui dipende dalla locale autorità di pubblica sicurezza) di poterla presentare personalmente, cioè compilata da sé. Cioè Vi compilate la denuncia secondo uno dei vari modelli che ad esempio usano alcune questure, o alcune stazioni dei Carabinieri.
Quindi presentate la denuncia già compilata in duplice copia, con la dichiarazione d’acquisto o cessione che sia. A questo punto la l’autorità di pubblica sicurezza prende atto della denuncia, la vidima, la timbra e restituisce di solito dopo alcuni giorni la copia firmata.
E a quel punto la conservate fino al passaggio successivo.

2) più spesso oggi l’autorità locale di pubblica sicurezza preferisce compilare internamente la denuncia.
Quindi presentate la dichiarazione di vendita o la cessione tra privati.
Meglio sempre se ne fate preventivamente una copia che Vi fate timbrare/firmare per ricevuta (è un obbligo rilasciare ricevuta di deposito di un documento); nel caso di controlli o ritardi o involontari smarrimenti, almeno avete la prova che avete operato come prescritto ed entro le 72 ore.
A questo punto il documento (la denuncia) viene redatto direttamente dai Carabinieri o direttamente dal commissariato; che in genere avvisa quando è pronto il documento da ritirare.
Attenzione: al momento del ritiro è molto importante, prima di firmare e ritirare la denuncia, verificare la correttezza delle informazioni che vi sono contenute, in quanto ovviamente con l’apposizione della firma ne assumete tutte le responsabilità conseguenti.
Vero che si può comunque intervenire in un secondo momento, con tutte le complicazioni conseguenti; però sarebbe meglio prima essere sicuri che non vi siano errori ed evitarsi poi complicazioni.

Esisterebbe un terzo modo per presentare una denuncia; ed è tramite la posta elettronica certificata (PEC).
[N.B.: a sentire ministri e istituzioni varie, sarebbe quasi un obbligo; però io chiederei preventivamente all’autorità cui Vi rivolgete se … sono d’accordo; meglio sempre evitare questioni]
Oggi sia le stazioni Carabinieri, sia i commissariati e/o Questure devono avere una casella PEC. Che è in genere sempre reperibile nel sito o nelle informazioni istituzionali.
N.B.: ricordate che per poter inviare la denuncia a mezzo PEC, è importante utilizzare una propria casella di posta elettronica certificata (PEC). Perchè spesso se inviate una e-mail ad un indirizzo PEC ma la spedite da un indirizzo di posta elettronica normale (comune mail non certificata), c’è il rischio che non venga recapitata (a questo proposito vi sono diversi criteri e filtri adottati da moltissimi provider e/o Enti). Quindi per sicurezza: PEC deve dialogare con PEC.

Come si manda alla posta elettronica certificata?
Si manda una scansione della denuncia (precedentemente redatta con attenzione, e più che leggibile!) indicando l’acquisto o la variazione dell’arma, con il riepilogo di tutte le armi che si posseggono, munizioni e prodotti esplodenti, ed anche con una copia scansionata della ev. dichiarazione di vendita dell’armiere (se trattasi di acquisto/cessione in armeria) o della della dichiarazione di acquisto/cessione tra privati; aggiungerei una copia del proprio PdA, e una copia del proprio documento di identità che serve a validare la firma che poi si appone sulla denuncia.
Non oserei rischiare di utilizzare la firma elettronica, perchè … nonostante siano passati 28 anni (1997) dai provvedimenti di recepimento, non tutti gli uffici sono ancora pronti per gestire tale soluzione (firma digitale) senza potenziali contestazioni o ulteriori richieste.
Dato che la PEC non dà solo il report dell’avvenuto invio, ma anche certifica l’avvenuta consegna (la ricevuta di ritorno), quando si ottiene la ricevuta di consegna (non fermatevi alla ricevuta di accettazione), ecco, quella ricevuta fa prova dell’avvenuto fatto che avete consegnato la denuncia.
Ci sono alcuni commissariati efficienti che rispondono anche via PEC, altri invece … semplicemente non lo fanno.
Ovviamente in base all’efficenza dell’autorità a cui Vi siete rivolti, potrete chiamare o recarvi per ritirare la copia cartacea vidimata.

Nel caso compiliate Voi la denuncia, ricordate qualche regola di buon comportamento:
La soluzione migliore non è quella di fare un elenco disordinato di tutte le armi possedute; cercate di ripartirle tra armi comuni, armi sportive, armi da caccia, armi antiche, armi bianche. In questo modo, sia per l’autorità che anche per Voi, avete ben chiara la situazione nel momento in cui volete ad es. acquistare una nuova arma.

Anche nel caso della voce “munizioni“, ci sono più scuole di pensiero a seconda del singolo Commissariato, o della singola stazione Carabinieri. Alcuni accettano che si possa indicare nella denuncia la dicitura “dichiaro di detenere le munizioni nei quantitativi consentiti dalla legge“; il che garantisce una certa elasticità circa l’acquisto di munizioni in funzione del calibro che si sta utilizzando di più in quel momento, e quindi potete variare la dotazione con i calibri più utilizzati.
Altri invece chiedono di specificare il quantitativo suddiviso per calibri.
Ma di questo aspetto trattiamo nella prossimma sintesi.
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