Colt BOA

Nella pagina di presentazione della serie Colt Mark V abbiamo accennato al BOA.

Il mondo del collezionismo Colt è ricco (anche troppo) di revolver iconici, e la famiglia di revolver ispirati ai serpenti ha assunto uno status quasi mitico negli ultimi decenni. I membri più famosi di questa serie, tra cui il Python e il Diamondback, sono diventati dei classici moderni, ma nessun esemplare degli snake guns è più raro, desiderato e quotato del Colt Boa.
E specifichiamo che si parla di quotazioni da “mutuo pluriennale”.

La nascita del Colt Boa

Dal 1950 al 2003, Colt ha prodotto sette modelli di revolver ispirati ai serpenti (i famosi seven serpents della serie Colt’s snake guns).
In ordine di uscita, erano: il Cobra, il Python, il Diamondback, il Viper, il Boa, il King Cobra e l’Anaconda.
Ognuno di questi revolver aveva il nome di un serpente letale, una strategia di marketing creativa per sottolinearne velocità e precisione.

Presentato nel 1955, il Colt Python calibro .357 Magnum fu soprannominato la “Rolls-Royce dei revolver Colt” per la sua precisione artigianale e la finitura di altissima qualità.
Il Python fu sviluppato fin dall’inizio come il revolver di punta della Colt, destinato a competere con i migliori revolver a doppia azione di serie.
Purtroppo il prezzo elevato del Python lo rendeva inaccessibile ad esempio a molti agenti delle FFOO che ancora preferivano il revolver alla pistola automatica.

Due anni prima dell’arrivo del Python, era stato introdotto il Colt Trooper come pistola di servizio più economica.
Basato sul Colt Officer’s Model Match, il Trooper offriva un design accessibile che l’azienda ha continuato a migliorare nel corso dei decenni.
Però in Colt intanto aveva pianificato già dal 1985 di ritirare gradualmente dal mercato il Trooper Mark V.

Nel tentativo di colmare il divario di prezzo e di qualità tra il Trooper MK V, più economico, e il Python, di fascia alta, l’azienda iniziò lo sviluppo del Colt Boa all’inizio del 1985.
Il Colt Boa era un revolver ibrido che utilizzava il collaudato meccanismo e il telaio del Trooper Mark V, utilizzando componenti lavorati con precisione per una produzione efficiente e di maggior qualità rispetto alla media del perdiodo.
Prendendo dal cugino più robusto, il Python, nel Boa furono inserite diverse caratteristiche di pregio, tra cui la caratteristica bindella ventilata, la canna con sottocanna integrale, e la profonda e brillante finitura “Colt Royal Blue”.
In sintesi, il Boa doveva essere una via di mezzo tra l’MK V base e il Python; per cercare di offrie un revolver di maggiore qualità rispetto al Trooper ma senza spendere i dollaroni necessari per un Python.

Secondo Jim Weller (“American Handgunner” maggio/giugno 1986), “… Colt aveva inizialmente intenzione di produrre l’arma inserendola a listino, posizionandola tra il modello standard MK V Trooper e il top di gamma Python.“
Tuttavia, l’idea fu poi abbandonata a favore di una produzione limitata a soli 1200 esemplari.
Non è chiaro se Colt abbia scelto la strada della “serie limitata” per prudenza di mercato, o su pressione del distributore Lew Horton.
Ma alla fine, anziché un modello di produzione di serie, il Boa fu prodotto in edizione limitata di 1200 esemplari esclusivamente per la Lew Horton Distributing Company, partner storico e tra i più importanti per la Colt Industries.

Chi era Lew Horton
Fondata nel 1948, la Lew Horton Distributing nacque come un piccolo negozio di articoli sportivi a conduzione familiare a Framingham, nel Massachusetts. Dopo l’improvvisa scomparsa del fondatore, Lew Horton Sr., all’inizio degli anni ’60, suo figlio, Lew Horton Jr., ne assunse la gestione mentre completava gli studi al Boston College.
Lew Horton Jr. applicò il suo fiuto per gli affari per trasformare (nel 1977) un modesto negozio locale nella Lew Horton Distributing Company, un distributore all’ingrosso di armi da fuoco con sede a Southborough, nel Massachusetts, e successivamente a Westboro.
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La Lew Horton Distributing Company inizialmente  si espanse come fornitore regionale per armerie indipendenti nel Nord-Est; progressivamente Lew Horton continuò ad ampliare il proprio mercato diventando uno dei principali distributori negli Stati Uniti. Nel 1985, l’azienda si pubblicizzava come un “distributore all’ingrosso di armi sportive in crescita, con un fatturato di 15 milioni di dollari“.
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Nei primi anni ’80, la Lew Horton Distributing divenne nota per le sue armi da fuoco speciali in edizione limitata.
Le offerte più popolari dell’azienda provenivano da collaborazioni con Colt e con Smith & Wesson, che diedero vita a revolver e pistole in edizione limitata e con configurazioni uniche, spesso caratterizzate da lunghezze di canna, finiture o impugnature speciali non disponibili nel catalogo standard.
Queste serie limitate diventavano spesso oggetti da collezione molto ricercati.

La Colt Boa è di ceerto l’esclusiva più famosa (e costosa) della distribuita dalla Lew Horton.
E principalmente per  un motivo: gli restò il nome BOA ipotizzato in origine come modello Colt; sicchè divenne uno dei “7 serpenti Colt”.

Come il Python o l’MK V (da cui deriva), il Colt Boa è un revolver a sei colpi, a doppia azione, in calibro .357 Magnum, con la migliore finitura royal blue Colt.
Le guancette in palissandro del Colt Boa presentano pannelli laterali zigrinati, un dorso liscio avvolgente e medaglioni Colt incastonati.
Gli organi di mira sono identici a quelli del Python standard, con una tacca di mira posteriore Accro completamente regolabile e un mirino anteriore a rampa rossa.

Tutti i 1.200 esemplari di Boa furono prodotti nel 1985 con numeri di serie consecutivi da BOA001 a BOA1200.
Di questi, 600 erano dotati di canna da 4 pollici (numeri di serie dispari) e 600 di canna da 6 pollici (numeri di serie pari).
I primi 200 pezzi dei 1.200 Boa prodotti furono confezionati da Lew Horton in coppie numerate progressivamente e venduti come set speciali in lussuosi cofanetti di presentazione in palissandro con interno in velluto verde.
Sebbene solo queste prime 100 coppie fossero originariamente contenute nei cofanetti, negli ultimi quarant’anni vari collezionisti e appassionati hanno raccolto coppie di Boa con matricole consecutive per confezionare i famosi “set”.

Consideriamo che un set “originale” (cioè dei primi 100 veramente distribuiti da Horton) è quotato (2025) dai 50.000 ai 60.000 dollari.
L’ultima vendita di un set originale di cui sono a conoscenza (asta fine 2024) ha visto un’aggiudicazione a 52.875 dollari più diritti.
Una coppia consecutiva di revolver Boa, ma non dei primi 100,  è stata venduta all’asta RIAC nel maggio 2025 per 50mila dollari + spese.
Alcuni Boa singoli, in condizioni “a nuovo” (con tutta la documentazione e scatola e dotazione) passano di mano sulle aste americane tra i 30.000 e i 40.000 dollari.
E siamo sempre sui 30mila per gli esemplari un po’ meno “perfetti”.

Come sottolinea l’articolo di Jim Weller, “… la canna proviene dal modello Python con una sola eccezione. Sul Python, c’è una piccola estensione proprio alla volata, mentre sul BOA è lavorata in modo perfettamente piatto.
Il grilletto è largo 3/8 di pollice con tre scanalature per tutta la sua lunghezza, ma piuttosto pesante. Il peso di scatto in singola azione era di 5 libbre e mezzo (quasi 2,5kg) con solo un leggero accenno di pre-corsa. Ne sono rimasto piuttosto sorpreso, poiché il peso di scatto sembrava molto più leggero. Ciò è dovuto, ne sono certo, al grilletto largo in stile tiro a segno.
Lo scatto in doppia azione è piacevole e fluido, ma piuttosto pesante, tuttavia non più di quello di qualsiasi altro revolver a doppia azione”
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A vuoto il revolver Colt Boa pesa circa 44 once (circa 1,25 kg) nella configurazione con canna da 6 pollici e 42 once (circa 1,19 kg) nella versione con canna da 4 pollici, un peso ideale per gestire il potente .357 Magnum.
Le recensioni dell’epoca riportano un buon controllo, ottima precisione e un rapido recupero per i colpi successivi.

Prezzi e andamento del Colt Boa

Nel 1985 la prima serie di revolver Colt Boa aveva un prezzo al dettaglio di circa 525 dollari, equivalenti a circa 1.611 dollari di oggi.
I 1.200 esemplari furono venduti immediatamente, poiché fu chiaro subito ai collezionisti che un “serpente” in serie limitata sarebbe stato un investimento.
Grazie alla loro rarità, i Colt Boa sono diventati uno dei frutti proibiti nel collezionismo di armi, una tentazione non solo per i collezionisti della serie Colt Snake, ma per tutti gli appassionati di armi. Il valore del Colt Boa ha registrato un notevole aumento negli ultimi anni, come documentano le quotazioni sottostanti che illustrano la crescita del prezzo del revolver nelle aste RIAC (almeno fino al I° semstre 2026).

Prezzo medio nelle aste e nelle trattative di vendita per il Colt Boa (mercato USA, in dollari, e al netto delle spese e/o delle commissioni):

(mercato USA, in dollari, al netto delle spese e commissioni):
1985(list) ▓  525
1985-1986: ▓▓ 1600
2015-2016: ▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓  12.363 2017-2018: ▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓  16.675 2019-2020: ▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓  15.238 2021-2022: ▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓  27.625 2023-2024: ▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓  29.178 2025-2026: ▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓▓  30.122

Il prezzo medio della Colt Boa è più che raddoppiato tra il 2015 e il 2022, per poi continuare la sua costante ascesa negli anni successivi.
Sebbene per le coppie consecutive (i famosi “set”) non sia  possibile tracciare una statistica attendibile (i numeri scambiato sono pochissimi!), c’è però da dire che questi “set”, se originali, hanno mostrato un apprezzamento altrettanto impressionante, con scambi che hanno superato i 60mila dollari !
E la caccia a questi revolver è più agguerrita che mai.

Attenzione ai falsi

Il Colt Boa originale del 1985 abbiamo detto che di fatto è un vero e proprio “ibrido” di fabbrica: è stato creato accoppiando una canna del Colt Python (con la tipica bindella ventilata) al fusto e al meccanismo del Colt Trooper Mk V.
Data l’estrema rarità e il valore collezionistico raggiunto da questo pezzo, sul mercato sono apparsi numerosi falsi e conversioni artigianali.
I truffatori prendono un revolver Colt Trooper Mk V (o modelli simili come il Mark III) e adattano una canna del Python per simulare l’aspetto del Boa.
La canna del Python viene modificata, la scritta “PYTHON 357” viene rimossa e sostituita con la scritta “BOA .357” o alterata).
I falsari intervengono anche sulla raccordatura tra telaio e canna per riprendere esattamente le lavorazioni del Boa, e spesso ritoccano anche la volata che era leggermente meno sporgente.
Poi viene rifatta la lucidatura a specchio simile al leggendario Colt Royal Blue.
Un lavorone, ma che date le quotazioni ne vale la pena (se riesci a piazzarlo come originale).

Un dettaglio che pochissimi rischiano di modificare (le pene sono pesanti! Anche in USA) è la matricola , il numero di serie.
Gli originali hanno matricole con il prefisso BOA seguito da quattro cifre (es. BOA0123).
I modelli con canna da 4 pollici hanno numeri dispari, quelli da 6 pollici hanno numeri pari.
Qualsiasi numero di serie diverso è un falso.
Se poi qualcuno ha “taroccato” anche la matricola … qui siamo nel “penale”.
Altre modifiche: gli originali montano l’azione del Mark V (con molla a spirale). Esperti e collezionisti su forum specializzati come Colt Forum e The Firearms Forum suggeriscono che la classica azione artigianale (su licenza del 1890) del Python è del tutto diversa e chi ha familiarità con i revolver Colt se ne accorge subito testando il grilletto, provando sia in singola che doppia azione.
Chiaro che trattandosi di pezzi rarissimi, qualsiasi Boa venduto senza una lettera ufficiale dell’archivio storico Colt (Colt Factory Letter) che ne certifichi l’uscita dalla fabbrica nel 1985, deve essere considerato quantomeno sospetto.

Il ritorno del Colt Boa

I revolver della serie “snake” sono sempre stati così popolari che Colt le ha rimesse in produzione nel 2020, a partire dal Python. Da allora, sei dei sette serpenti sono tornati in produzione, ad esclusione del Boa.

Nella primavera del 2026, Colt ha finalmente deciso di riproporre il Boa con un’altra edizione limitata.
Dopo la chiusura di Lew Horton Distributing, Colt ha stretto una partnership con Custom & Collectable Firearms (CNC) , cui ha affidato il rilancio del Boa.
Dopo aver acquisito il diritto all’uso del marchio Boa nel 2023, Custom & Collectable Firearms ha lavorato a stretto contatto con Colt per sviluppare e distribuire “in esclusiva” il nuovo Boa come revolver Colt di fabbrica con licenza ufficiale Colt.
(N.B.: è un’arma prodotta da Colt e, anche se ormai “esaurita”, in listino Colt. Pertanto a tutti gli effetti è un “serpente” di Colt).

Sebbene esteriormente simili, il nuovo Boa prodotto da Colt per CNC, e l’originale Boa del 1985, sono revolver profondamente diversi.
L’originale era un ibrido, che combinava una canna Python con il telaio e il meccanismo a molla elicoidale del Trooper Mk V, e con una lavorazione quasi artigianale.
Al contrario, il Boa moderno è costruito sul telaio Python attualmente in produzione, impiegando il tipico meccanismo a molla a balestra e componenti lavorati con moderni macchinari.
Il nuovo Boa è proposto anch’esso con le due misure di canna (4,25″ e 6″); il numero di pezzi ordinati a Colt non è noto (almeno alla data odierna, maggio 2026), ma gli ordini sono già chiusi perchè “è stato esaurito il quantitativo previsto“.
Il nuovo Boa cattura lo spirito e l’aspetto del suo predecessore, ma i modelli del 1985 rimarranno pezzi da collezione sempre molto ricercati e quotati.

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