Le polveri: dati ufficiali, lotti e conservazione
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La scelta dei “Dati di Caricamento”
Anticipo subito che in questa guida non includo alcuna dose o ricetta per caricamenti personalizzati. Qui non siamo al masterchef dei pistoleri.
Le aziende come Vihtavuori, Hodgdon, Hornady, Sierra e altre, producono e pubblicano da tempo eccellentissimi manuali di ricarica. Esse investono milioni di dollari in strumentazioni sofisticate (canne per test balistici, estensimetri, trasduttori piezoelettrici) e personale qualificato, al solo scopo di sviluppare e pubblicare dosi di caricamento sicure, testate e provate.
Non intendo replicare, né tantomeno dubitare, di dati che sono costati tanto in tempo, risorse e strumentazioni.
Commento necessario: questi investimenti milionari sono nulla in confronto all’esperienza del solito ammmiocuggino che in cantina ha sperimentato la sua “ricetta miracolosa” e che la dispensa agggratis al poligono.
Attenzione! Evitate l’improvvisazione.
Costanza dei lotti
Dobbiamo tener presente che le polveri da sparo in questi anni hanno subito notevoli mutamenti. Il progressivo miglioramento delle tecniche di realizzazione ha aumentato esponenzialmente i rendimenti; ma dall’altra parte il contenimento dei costi di produzione ha comportato un peggioramento nella costanza e nella regolarità, a volte riscontrabile anche in lotti di produzione contigui.
In pratica, molte delle polveri moderne mostrano evidenti variazioni di rendimento tra lotto e lotto; e su parecchia letteratura sono riportati test nei quali si evidenziano le discrepanze anche tra diverse partite della medesima polvere.
Perciò i “ricaricatori” dovranno prestare particolare attenzione nel consultare i manuali delle case produttrici, possibilmente recuperando i manuali e le tabelle relative all’anno di produzione del lotto di polvere acquistato.
In passato le maggiori case (ad es. Norma, VihtaVuori, Winchester, IMR) fornivano ai clienti i manualetti di ricarica, aggiornati annualmente.
Oggi queste documentazioni sono sostituite da veri e propri manuali con aggiornamenti periodici scaricabili in rete. Solitamente è sufficiente aprire il sito web del “brand” prescelto e scaricarsi le relative tabelle.
Il range di caricamento suggerito, starting load (dose di partenza) e maximum load (dose massima), può presentare sensibili differenze a distanza di anni.
Pertanto sarebbe consigliabile avere (e conservare) una tabella relativa all’anno di presumibile produzione del lotto di polvere che utilizzeremo.
A distanza di 5, 10, o più anni, per la medesima marca e tipo polvere, possono esserci anche differenze importanti (medie di +/- 0,5 grs, arrivando a variazioni comprese tra 1,0 – 3,0 grs; ma è possibile alle volte che si presentino anche scarti maggiori).
Altra attenzione: pochissimi produttori (e tra questi cito di nuovo Vihtavuori) per ogni calibro specificano con che combinazione di palla, innesco, e lunghezza canna, sono state fatte le prove.
Per chi vuole essere “preciso”, e vuole fare dei confronti o vuole provare variazioni, questi dati sono importantissimi, e purtroppo poco utilizzati.
Ormai si usa indicare una dose approssimativa per un dato peso palla, senza considerare altre variabili come la lunghezza canna, l’innesco, il tipo palla, ecc.
Consiglio: imparate a documentarVi in modo completo, facendo tesoro di tutte le informazioni; e pensate con molta calma e molta attenzione alle diverse possibili influenze che ogni elemento può avere nel comportamento di una munizione.
Altra attenzione:
pochissimi produttori (e tra questi cito di nuovo Vihtavuori) per ogni calibro specificano con che combinazione di palla, innesco, e lunghezza canna, sono state fatte le prove.
Per chi vuole essere “preciso”, e vuole fare dei confronti o vuole provare variazioni, questi dati sono importantissimi, e purtroppo poco utilizzati.
Ormai si usa indicare una dose approssimativa per un dato peso palla, senza considerare altre variabili come la lunghezza canna, l’innesco, il tipo palla, ecc.
Nel parziale estratto che riporto, si può notare che:
- per il dato calibro [ 9 mm Luger / 9x19mm ]
- per la data canna [ canna da 4″ con rigature 1/10″ ]
- con il dato innesco [ Small Pistol ]
- e con il dato bossolo [ Lapua rifilato a 19,0 mm ]
- con una palla da 90 grani Hornady tipo HP-XTP (palla ramata tronco conica con punta ad espansione)
- con una lunghezza munizione assemblata di 1,063″
- con una polvere N310
- la dose di partenza è di 3,9 grani, con una dose massima fino a 4,2 grani; per una velocità d’uscita da 1212 a 1260 fps (piedi al secondo, ovvero da 369 a 384 metri al sec.)
Se invece uso una palla CamPro da 115 grani la dose (sempre di N310) varia da 2,9 a 3,4 grani.
E comunque qualora dovessi utilizzare canne ad es. da 6″, o altre varianti, ho elementi per ragionare e valutare i risultati delle ricariche prima di procede a correzioni a ….
Ennesimo consiglio: imparate a documentarVi in modo completo, facendo tesoro di tutte le informazioni; e pensate con molta calma e molta attenzione alle diverse possibili influenze che ogni elemento può avere nel comportamento di una munizione.
Ma soprattutto annotatevi o scaricatevi le informazioni più affidabili e complete che trovate in rete, a partire da tutte le informazioni dei principali produttori di polvere e di palle.
Conservazione della polvere da sparo
Questo è un aspetto spesso sottovalutato, ma se vogliamo preservare la qualità del prodotto il più a lungo possibile, è necessario mantenere la polvere in un luogo adatto, in condizioni di temperatura e umidità ottimali. Molti produttori consigliano di conservare la polvere a una temperatura costante, idealmente compresa tra 12° e 15° C, alcuni indicano anche temperature fino a 18° C e un’umidità relativa del 40-50%.
L’umidità è importante perchè se l’aria è troppo secca, asciugherà la polvere (evento che in genere causa un aumento della cpmbustione e di conseguenza della pressione, compromettendone le prestazioni).
Banale ma meglio sempre rammentarlo, il fatto di assicurarsi di chiudere correttamente il contenitore ogni volta che utilizziamo il prodotto, per garantirne un’adeguata sigillatura.
Se utilizzate la polvere avanzata del nonno, oppure se a distanza di molti anni avete trovato della vecchia polvere, dovete prestare la massima attenzione nel risalire alla data di produzione. Oggi è obbligatorio indicare nei contenitori le date di produzione, ma per le vecchie lattine risalire al dato è spesso un’impresa ardua.
Mi raccomando: fidatevi solo ed esclusivamente di pubblicazioni originali o copie tratte dall’originale, non da trascrizioni o ricordi dell’amico dell’amico (il famoso ammiocuggino ).
Ricordate (ennesimo avvertimento, ma è un errore frequente): in genere le dosi per i caricamenti sono indicate in grani ( grains ). Così come i pesi delle palle.
E le dimensioni sono spesso in pollici.
