Controllare la cartuccia e registrare il lotto

la Ricarica ➩ Procedura operativa ➩ 21 controllare la munizione e catalogarla

La cartuccia non è finita finché non è stata controllata e catalogata. Riuniamo qui esame finale, correzione degli errori, etichettatura, gauge e plunk test, collegandoli ai controlli già svolti durante le singole operazioni.

Ispezione (ed eventuale stoccaggio)

Finito !!! Abbiamo quasi ( QUASI !! ) completato le nostre operazioni per ottenere la munizone ricaricata.

E’ ora importante controllare cosa è uscito da questa sequenza di lavorazioni, quale è il risultato di questo assemblaggio e anche il risultato delle inevitabili imprecazioni che avrete inventato almeno le prime volte.

Il prodotto lo andremo a caricare su un’arma, a volte sparando in sequenza veloce. E se qualcosa non funziona come dovrebbe, nel migliore dei casi abbiamo un inceppamento, una mancata accensione. Ma in altri casi potremmo ad esempio avere una foratura dell’innesco perchè troppo sporgente. O avere la palla che affonda nel bossolo perchè non ben crimpata (con conseguenti alte pressioni). O a volte una munizione che si incastra in camera e magari danneggia l’estrattore.
Insomma, controllare sempre. Sempre.
Prendetevi una pausa per ammirare il vostro lavoro, e ispezionarlo con occhio critico.
Non volete gongolare un po’ soddisfatti del bel lavoro svolto ?!

Ma … oltre ad una ispezione “esterna”, visiva, come possiamo effettuare un controllo dimensionale “in casa” prima di andare ad usare veramente la nostra munizione ?

Ecco che si può effettuare quello che si indica come “plunk test“.

il “ plunk test ”

TRANQUILLI !!
Intanto diciamo che una volta che avete ben regolato le vostre attrezzature, ed avete verificato che le munizioni sono “perfette” (o quasi), non è che eseguiamo una misurazione del colletto o un plunk test ogni volta che ricarichiamo ogni colpo. Se non avete toccato nulla, tutto dovrebbe restare ben regolato; i dies non dovrebbero “ muoversi ”.

Ma prima di descrivere meglio questo test, è opportuno capire bene come funzionano quasi tutte le munizioni per pistola semiautomatica, affinchè possiate sfruttare “bene” questo passaggio. Diciamo che se capite il perchè succedono certe situazioni , poi avrete le basi per pensare ad una vostra soluzione.

Calibri come il 9×19 o il 9×21 sono calibri in cui il bossolo è leggermente conico; e senza collarino (rimless).
In pratica il bossolo dovrebbe entrare nella camera di cartuccia ed andare “fino in fondo” per fermarsi quando il bordo del colletto del bossolo appoggia sulla fine della camera di cartuccia, che è appositamente lavorata.

In realtà una parte di aiuto nell’appoggio la fornisce anche la conicità della camera, ma questo appoggio è molto influenzato dalle tolleranze delle varie camere.
Capite che se il colletto è largo (crimp scarso o nullo), se c’è ancora l’allargamento di quando ho inserito la palla, il bossolo ad un certo punto si incastrerà, non andrà fino in fondo.

Se il colletto è troppo stretto (crimp eccessivo) la munizione potrebbe non andare in battuta e affondare troppo; o meglio, a questo punto solo l’unghia dell’estrattore lo trattiene in posizione. Che però … non è nata per questo lavoro.
Quando il percussore colpisce l’innesco, se il bossolo si muove o è troppo affondato, potrei avere una mancata accensione.
E potrei anche avere problemi ad espellere il colpo perchè il restringimento conico eccessivo che ho dato al bossolo lo portano ad incastrarsi nella canna.

Insomma, … problemi che sarebbe meglio evitare.

Come essere “abbastanza” sicuri che la munizione assemblata funzioni correttamente con la nostra arma ?
E senza dover confrontare tabelle e misure e camere di cartuccia …

Soluzione “sicura” per la vostra arma (semiautomatica) e a costo zero:
il c.d. “ plunk test ”

Come funziona? 

Dovete smontare la canna della vostra pistola, per averla a disposizione sul banco di lavoro. Tenete la canna rivolta verso il basso, e fate cadere nella camera di cartuccia una munizione appena assemblata.
La munizione deve cadere senza intoppi e arrestarsi in fondo con un sonoro “PLUNK”. Una sorta di atterraggio nella camera, ben distinto, senza strisciamenti. E con il classico rumore che risuona nella canna.
E se rovescio la canna, la munizione deve uscire, cadere liberamente senza esitazioni, senza che debba “ tirarla fuori ”.

Questo test è “sicuro” in quanto lo state eseguendo sulla camera della vostra arma, indipendentemente dalle tolleranze rispetto alle misure standard (troverete in rete migliaia di video « plunk test »).

Oltre al classico rumore, allo schiocco sonoro tipico, immediatamente avete anche visione della correttezza delle quote. La munizione deve arrestarsi in linea con il bordo della canna che si appoggia alla faccia sul carrello. Se la munizione non scende del tutto, o se quando provo ad estrarla non cade liberamente ma devo “tirarla fuori” con forza, significa che la crimpatura non è corretta (troppo scarsa, occorre crimpare un po’ di più).
Se invece la munizione cade fino in fondo ma non ruota liberamente, probabilmente il bossolo è un po’ deformato (in questo caso servirebbe un giro sul factory crimp).
Se invece cade troppo, finisce per affondare troppo nella canna e il fondello non è più a filo con il bordo canna, in questo caso probabilmente avete esagerato con la crimpatura e … dovete regolare la matrice un po’ più alta.

Se rientrate in uno dei “casi d’errore”, dovete ri-regolare di conseguenza le vostre azioni e … le munizioni già fatte le dovete disassemblare con il martello cinetico.

Altra soluzione relativamente semplice, e non molto costosa

In commercio ci sono molti cosiddetti “ tamponi di prova ” per i vari calibri. Li trovate indicati come “case gauge“.

Potete acquistare uno di questi tamponi che dovrebbero riprodurre la camera di cartuccia di un dato calibro, esattamente come previsto dalle specifiche (almeno per le dimensioni principali).

ATTENZIONE: i tamponi in commercio NON riproducono esattamente a misura la camera di cartuccia. Ad esempio per i calibri 9mm e 45acp NON riportano la conicità, ma sono di fatto dei fori cilindrici con il bordo di battuta del colletto.
Perciò vanno più che bene per capire se crimp, larghezza e lunghezza sono a misura.

Altra nota: in commercio vi sono tamponi da 30€ o anche da 60€, spesso marchiati con nomi “blasonati”. E poi ci sono tamponi economici che costano 3€.Io ho trovato diversi “a misura”, sui soliti siti cinesi, e spendendo un decimo.
In rete vi sono anche molti video di comparazione di questi tamponi, con risultati incoraggianti per il portafoglio.

N.B.: ovvio che non è detto che la vostra arma rispetti le specifiche al centesimo.
Perchè ad esempio se è un’arma raffinata, da tiro, probabilmente la camera sarà un po’ stretta, senza margini, con tolleranze ridottissime. Se invece è un’arma adatta ad un utilizzo intensivo, o di derviazone militare, ecco che avrà una camera un po’ abbondante, che consentirà di camerare quasi tutti i tipi di munizione.

Quando avete finito con i controlli e avete deciso che il lotto è … pronto all’uso, è importante “stoccare” i colpi in modo ordinato e “riconoscibile”.
Mettendo tutti i colpi con le medesime caratteristiche nelle scatolette, e appiccicandoci sopra un’etichetta con i dati del caricamento: data, calibro, innesco, tipo polvere e dose, tipo palla e peso, OAL, crimpatura, …
In questo modo saprete sempre che munizioni ci sono in quella scatola, e al poligono potrete giudicare la validità della combinazione senza andare a pensare a che c… avete fatto/regolato per quel lotto di ricarica.

Occhio: ovviamente sono in vendita anche le etichette prestampate per i dati di ricarica!
Però … procuratevi qualche etichetta economica bianca su cui andate ad esempio a scrivere una “roba” come segue:

calibro 9x21 - data 01/01/2025
polvere Vihtavuori N340 - 4,5gr
palla Target Bullet T39Cu (RN) 124gr Ø.355"
bossolo Fiocchi 21mm - innesco CCI 500 (SP)
OAL 28,7mm - crimp ++

Nell’esempio qui sopra: calibro e data (importante, così sapete anche quanto sono datate); poi tipo polvere (Vihtavuori N340) e peso dose (4,5 grani). Quindi i dati palla con produttore (Target Bullet) e caratteristiche (T39Cu è una palla ramata), profilo RN (Round Nose), peso 124 grani, trafilata .355″. Bossoli e altezza (beh … sulla ricarica di precisione è un dato importante; mentre per l’arma corta nessuno si mette a rifilare le lunghezze dei bossoli).
Innesco: marca (CCI) e tipo (il 500 è un innesco Small Pistol -SP- standard); lunghezza finale fuori tutto a 28,7mm (occhio alle misure delle tabelle, che implicano un affondamento palla più o meno marcato) e un crimpaggio medio (io lo indico da “+”: leggero, a “+++”: forte).

Le scatole portacolpi

Sebbene non siano necessarie per la ricarica, le scatoline portacolpi sono utili per trasportare, o anche solo “stoccare”, le munizioni finite.
Alcuni riciclano le scatole di munizioni commerciali; però in genere sono di cartoncino, che si rompe velocemente e … ci resta solo la base in plastica.

Le scatole porta munizioni hanno alcuni vantaggi.
Intanto si possono attaccare adesivi o nastri per etichettare tutti i dati di carico sulla scatola; etichette che si tolgono altrettanto facilmente dalla superficie di plastica.
Inoltre conservano in modo sicuro le munizioni; non dovete preoccuparvi che gli inneschi vengano colpiti o che le palle sbattano tra loro; e sono anche robuste, più delle scatoline delle munizioni commerciali.

Infine, è facile anche il trasporto poiché sono disponibili con tagli da 10, 20, 50, 100 e 200 colpi.

Un suggerimento: il loro costo è contenuto, vanno dai 4-5€ ai 10-12€ (per 50 o per 100 colpi per arma corta). Cercate in rete quelle più convenienti (indipendentemente dalla marca).

Però fate attenzione alle cerniere: ci sono scatole che non hanno una vera e propria cerniera (come invece presenta la scatola gialla e nera qui sopra), ma hanno una specie di “piega” nella plastica che unisce base e coperchio (come nella scatola blu a lato).
Quella piega oltre che rendere sempre ostica l’apertura completa della scatola, prima o poi cederà. Evitatele se potete, e rivolgetevi ai box con una vera cerniera.

Con la diffusione delle stampanti 3D economiche, è ormai facile trovare anche moltissime offerte di scatolette personalizzate, di ogni forma e dimensione.
Moltissimi “privati” offrono questi box con grafiche a vostro piacimento.

In genere hanno una dimensione “abbastanza più grande” rispetto alle scatoline standard. Perchè con la stampa 3D non è possibile utilizzare strutture sottilissime e resistenti come le scatole stampate.
Però potete trovarne di ogni forma, anche tonde, e da 20 a 200 colpi (o ve le potete far stampare come volete).

Abbiamo scritto di verificare, controllare, e mettere le munizioni in ordine sulle scatolette.

Ma se qualcosa non torna ? 

Se ci sono problemi su alcune munizioni ?
… Non preoccupatevi.
L’importante è verificare ed accorgersene PRIMA di rovinarsi l’uscita al poligono.

il Martello Cinetico

Lo strumento che ci consente di ripartire da zero con una munizione difettosa è il “martello cinetico” ( bullet puller ).
Ovviamente è INDISPENSABILE !!

Anche se credete di essere il goldrake della ricarica, non è pensabile produrre centinaia (o migliaia) di munizioni sempre perfette! E non è opportuno lasciare munizioni “non perfette” assemblate, con il rischio di essere scambiate per buone e/o utilizzate.

Prendetela come regola: se la munizione non è perfetta, scartatela e rifatela da zero.
Per qualche centesimo di valore rischate di rovinarvi la giornata, la pistola, e di farvi cacciare dal poligono ?
Inoltre, ricorrendo al martello cinetico, diventa semplice riutilizzare il bossolo e la palla, e volendo anche la polvere; sicchè non perdete quasi nulla.

Cosa è e come funziona ?

E’ un martello cavo.
Sviti un tappo su un’estremità, inserisci la munizione da smontare con un anellino di blocco (ce ne sono di 3 o 4 misure), riavviti il tappo e sbatti forte sul pavimento! Molto forte!
In questo modo la palla è “sbattuta fuori” dal bossolo; un po’ come un frontale in auto senza cintura di sicurezza: l’urto lancia il pollo-non-cinturato fuori dal parabrezza facendogli vincere forza di gravità e la resistenza del vetro …
Se proprio volete vedere meglio come funziona, cercate in rete “ bullet puller how to use ” e troverete molti video.

Ricordate di usarlo sempre su un piano “duro” (ad es. mattonella, pietra, marmo); perchè è proprio la maggiore rigidità al colpo che faciliterà l’estrazione della palla dal bossolo.
Se lo battete su un legno relativamente morbido (e che poi si ammacca!) o su un tappeto o su un panno, ridurrete l’efficacia (vi tocca battere 2, 3 o più volte …).

Nell’acquisto preferite quelli con un paio di set di anelli di blocco del bossolo, e mettete in conto di cambiare periodicamente l’elastichino per tenerli assieme (questo micro elastico è una delle poche cose che prima o poi si romperà). 

N.B.: in rete ci sono molti esempi di martello cinetico autocostruito partendo da un tubo di metallo per l’acqua, un raccordo ed un bullone. A maggior ragione cercate un martello cinetico economico. Spesso per il solo fatto di essere venduto con marchio “top” il prezzo triplica.
Martelli cinetici esattamente uguali tra loro si trovano da 9€ (marchio originale del produttore cinese, su Temu o Aliexpress) e a 40€ (marchio top e stesso produttore cinese).

Siamo arrivati alla fine.
Abbiamo eseguito tutte le 12 fasi che avevamo indicato come “guida” per il percorso; e abbiamo il nostro lotto di munizioni inscatolato e documentato.

sequenza fasi ricarica (Desktop)

Prima di andare a sparare il risultato del lavoro, un attimo di preparazione ( ancora ? ).
Se andate a sparare per testare delle ricette di ricarica, portatevi un blocchetto ed una penna.
E scrivetevi bene le impressioni, i pregi o i difetti di ogni lotto, con riferimento ai dati che avrete riportato sull’etichetta della scatola.
Ecco che poi alla prossima ricarica, avrete una base “solida”, documentata, su dove intervenire ed in che direzione.

Nella prossima pagina vi sono alcune note su come interagiscono i vari componenti. Può essere utile come psunto per poi andare a valutare le correzioni per la vostra specifica situazione.
A seguire altre due pagine in cui accenno (brevemente) ai bossoli per arma lunga (tipo bottleneck), e alle presse progressive.

Al termine c’è la pagina con i termini da conoscere e le relative traduzioni.