Le regole di sicurezza nel maneggio delle armi
Basta un po’ di frequentazione sulle linee di tiro per imbattersi (per fortuna occasionalmente) in diversi errori.
E comprendere perché è stato necessario stilare le famose regole di sicurezza che DEVONO essere SEMPRE osservate per evitare danni (quasi sempre gravi !!) che si possono commettere quando si maneggiano le armi da fuoco.
E’ ovvio che le armi da fuoco in quanto oggetti inanimati non sono di per sé pericolose. Il pericolo è sempre causato dal soggetto che le maneggia.
E tutte le sicure, manuali e/o automatiche, applicate sulle armi da fuoco, sono inutili se l’utilizzatore non ha appreso il corretto maneggio dell’arma.
Per altro la mancata conoscenza del funzionamento delle armi contribuisce ad aumentare il rischio di compiere manovre sbagliate.
N.B.: prima di iniziare a maneggiare un’arma, è importante documentarsi e leggere il manuale d’uso della specifica arma. Non tutte le pistole si comportano allo stesso modo!
Si evitano molti errori se si comprende come avviene il ciclo di sparo, le operazioni di carico e scarico delle munizioni, il funzionamento delle sicure, eccetera.
In ogni corso ed in ogni poligono sono sempre spiegate e ricordaste le 4 regole “basilari” di sicurezza.
Che noi qui estendiamo a 9.
Le prime 4 regole sono veri e propri comandamenti, e furono codificate oltre cinquant’anni fa da Jeff Cooper.
Nota: Chi era Jeff Cooper?
John Dean “Jeff” Cooper (classe 1920) è stato un Marine degli Stati Uniti d’America, attivo durante la Seconda Guerra Mondiale, poi coinvolto anche nella guerra di Corea, durante la quale si guadagnò il grado di Tenente Colonnello.
Al ritorno dalla Corea si laureò in Scienze Politiche all’Università di Stanford e per alcuni anni insegnò storia.
Sulla base di quanto aveva vissuto sul campo di battaglia, a partire dagli anni ’50 Jeff Cooper iniziò a sviluppare delle tecniche moderne per l’uso dell’arma corta in combattimento, fino ad arrivare al 1976, anno in cui fondò l’American Pistol Institute (API) e successivamente la Gunsite Academy.
Ha anche partecipato ad alcuni progetti per armi corte (Bren Ten) e ha scritto diversi libri sul tema del combattimento a fuoco.
Ma alla gran parte delle persone è noto per aver codificato le 4 regole di sicurezza relative alle armi da fuoco.
Uno dei suoi motti era: “possedere una pistola non ti rende armato, così come possedere una chitarra non fa di te un musicista”.
Le 4 regole di sicurezza
Queste prime 4 regole di sicurezza hanno tutte la medesima importanza e sono tutte correlate tra loro; e per molti sono dei “comandamenti” da assimilare al punto che devono diventare un “automatismo” per ogni tiratore.
- Tutte le armi sono sempre cariche
Considera ogni arma come se fosse SEMPRE carica.
Anche se sai di averla scaricata, tratta l’arma con la massima cautela come se fosse pronta a sparare.
Questo primo punto deve essere preso alla lettera anche se si rischia di sembrare stupidi.
È chiaro che se l’arma ha il carrello bloccato in apertura, e manca visibilmente la cartuccia nella canna, e il caricatore è estratto dal fusto, l’arma non spara.
Ma la regola fa riferimento alle “cattive abitudini”.
Movimenti ripetitivi possono essere appresi ed eseguiti inconsciamente per disattenzione, per stanchezza o stress.
Per questo non si deve fare distinzione tra arma carica e “scarica”.
Se accerto che l’arma è oggettivamente scarica e la maneggio con leggerezza, mettendo il dito sul grilletto o indirizzando l’arma verso cose o persone, apprendo dei movimenti errati e può succedere di farlo inavvertitamente, involontariamente e pericolosamente con l’arma carica.
Così come a volte ci muoviamo inconsciamente per una sorta di “automatismo”, parimenti dobbiamo acquisire l’automatismo di considerare l’arma sempre come potenzialmente pronta a sparare.
Questo primo comandamento è originariamente nato per prevenire un doppio errore ricorrente tra i neofiti, che consiste nel passare la volata dell’arma davanti l’avambraccio, tenendo il dito sul grilletto, durante l’inserimento dell’arma in fondina. - Non puntare mai l’arma verso qualcosa che non hai intenzione di colpire
Mantieni sempre la volata (la bocca della canna) puntata in una direzione sicura, evitando di indirizzarla verso persone o oggetti, o comunque in qualsiasi direzione che non sia il bersaglio.
Questo secondo punto è facile da rispettare in poligono, dove esistono delle direzioni idonee dove puntare l’arma, con strutture create allo scopo.
In casa, all’aperto o in qualsiasi altro luogo ove si rende necessario manipolare l’arma le cose si complicano.
In teoria non esistono zone sicure perché nella malaugurata ipotesi che il colpo parta, qualche danno la facciamo comunque. Come minimo un bel buco nel muro (spesso anche da parte a parte!).
Questa norma è correlata alle altre: se consideriamo l’arma sempre carica e non mettiamo il dito sul grilletto non parte nessun colpo. Le armi da sole non sparano.
Di conseguenza, e per completezza, si deve evitare di scaricare l’arma puntando la volata verso superfici che favoriscono i rimbalzi come ad es. marmo, maioliche, sanitari, ecc.
E MAI indirizzare l’arma verso una finestra.
Ovviamente massima attenzione a non puntare l’arma verso noi stessi o altre persone presenti. - Tieni il dito fuori dal griletto fino a quando non hai le mire sul bersaglio
Tieni sempre il dito fuori dalla guardia del grilletto, lontano dal grilleto finché non sei pronto a sparare. Il dito deve rimanere lungo il fusto dell’arma, non appoggiato al grilletto; e ciò fintanto ché le mire non sono allineate sul bersaglio.
La resistenza dello scatto di un’arma, corta o lunga che sia, in doppia o singola azione, è sempre meno resistente della forza che può essere applicata dal dito sul grilletto durante un’azione inconscia. La maggior parte degli incidenti avvengono per stanchezza, disattenzione, o stress unito a cattivo addestramento.
Il grilletto è posizionato ergonomicamente per essere facilmente raggiunto dal dito. E’ un ovvio obettivo di progetto per ogni arma; l’arma è disegnata per “accompagnare” il dito al grilletto!
Pertanto, senza un condizionamento adeguato, risulta difficile eliminare la cattiva abitudine di porre il dito sul grilletto quando la situazione non richieda di sparare nell’immediato.
Una tensione improvvisa, come ad esempio una piccola perdita di equilibrio, o un rumore improvviso non atteso, provocano una contrazione incontrollata della mano che chiudendosi fa partire quasi certamente il colpo.
L’effetto provocato dallo stress riduce la sensibilità delle parti distali del corpo, e fa sì che in tali situazioni non si riesca a sentire il contatto del dito con il grilletto e non si riesce a controllare la pressione esercitata sullo stesso.
Diversi filmati ormai anche presenti sul web, testimoniano la frequenza di questo tipo di incidente che accade alle forze dell’ordine durante interventi che richiedono di tenere sotto mira un soggetto pericoloso.
O accade nelle linee di tiro durante l’estrazione o anche durante il reinfodero dell’arma.
Infatti questa regola è nata osservando le lesioni provocate proprio durante l’estrazione o il reinserimento in fondina.
Portare l’arma sul lato del corpo rallenta l’estrazione e fa commettere degli errori di sicurezza come ad es. puntare l’arma verso il proprio corpo (numerosi i pollicioni dei piedi spariti durante l’estrazione!) o in direzione davanti e/o dietro.
Anche in questo caso se il dito NON è andato pericolosamente sul grilletto, eviteremo lo sparo accidentale prima che l’arma sia stata indirizzata verso il bersaglio.
Questa imprescindibile norma di sicurezza richiede la massima attenzione e deve essere appresa nel minor tempo possibile. - Identifica il tuo bersaglio, e quello che c’è dietro di esso
Sii consapevole del tuo bersaglio e di ciò che c’è dietro di esso: non sparare mai a un bersaglio senza sapere cosa si trova dietro, poiché i proiettili possono attraversarlo. Nessuno vorrebbe sparare e colpire cose o persone estranee all’azione o al contesto.
Quest’ultima norma è valida a 360°, sia per difesa abitativa, che per difesa personale, che durante una battuta di caccia (spesso il luogo ove avvengono la maggior parte degli incidenti legati alla mancata osservanza di questa regola), ma anche per un impiego ludico delle armi.
In ambito venatorio non si deve sparare al minimo frusciare delle foglie. Ci dobbiamo accertare che il segnale che abbiamo sentito sia stato provocato dall’animale cacciato.
Inoltre, troppo spesso si acquista un’arma attratti dalla potenza del calibro. Basta qualche lettura di balistica, o anche solo un po’ di buon senso e una mnima basilare informazione, per capire che una semplice palla di un calibro come il 9mm (9×21 o 9×19 che sia), dotata di circa 500 o 600 Joule (50-55kgm) di energia cinetica, può perforare il muro divisorio di una moderna abitazione, e trapassa facilmente un corpo umano conservando abbastanza energia cinetica per ferire persone innocenti che si trovano lungo la sua traiettoria.
Le altre 4 regole di sicurezza
Beh … sono abbastanza semplici:
- Tutte le armi sono sempre cariche
- Non puntare mai la canna verso qualcosa che non hai intenzione di colpire
- Tieni il dito fuori dal griletto fino a quando non hai le mire sul bersaglio
- Identifica il tuo bersaglio, e quello che c’è dietro di esso
Perchè … repetita iuvant ( ripetere aiuta ).
E perchè abbiamo detto che sono regole che devono trasformarsi in un comportamento procedurale istintivo.
Regole che con la pratica devono essere seguite ed eseguite senza necessità di elaborazione cosciente.
E la numero 9 ?
Ecco … il “buon senso“.
Ci vantiamo di essere persone coscienti ed ai vertici evolutivi.
Se però non riusciamo a capire che stiamo maneggiando un qualcosa di potenzialmente letale, e siamo presi dal farci un selfie di nascosto del direttore di tiro (quante se ne vedono in rete!), beh … allora ci meritiamo tutte le limitazioni e le restrizioni che stanno colpendo sempre più gli amanti del tiro ludico o sportivo.
